Marine Le Pen, "Non mi perdonerò mai di aver escluso mio padre"
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Redazione Esteri
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PARIGI – Con la morte di Jean-Marie Le Pen, fondatore del Front National e figura controversa della politica francese, si chiude un capitolo significativo della storia dell'estrema destra in Francia. Marine Le Pen, sua figlia e attuale leader del Rassemblement National, ha espresso profondo rimorso per aver escluso il padre dal partito nel 2015, decisione che, secondo lei, gli causò un dolore immenso.
Jean-Marie Le Pen, ex militare e politico noto per le sue dichiarazioni razziste e antisemite, è deceduto il 7 gennaio all'età di 96 anni. La cerimonia funebre, svoltasi nella chiesa di San Giuseppe a La Trinité-sur-Mer, sua cittadina natale in Bretagna, ha visto la partecipazione di circa 200 persone, tra cui la famiglia e i fedelissimi del partito. Nonostante la natura privata dell'evento, molti sostenitori si sono radunati all'esterno per rendere omaggio al leader storico.
Marine Le Pen, che nel 2011 succedette al padre alla guida del partito, ha ricordato come la decisione di espellerlo fu presa in un contesto di polemiche e tensioni. Nel 2015, Jean-Marie Le Pen aveva infatti affermato pubblicamente che "l'occupazione tedesca non era stata particolarmente disumana", suscitando indignazione e controversie. Queste dichiarazioni, insieme ad altre esternazioni provocatorie, portarono alla sua espulsione dal partito che egli stesso aveva fondato.
La morte di Jean-Marie Le Pen avviene in un momento delicato per la Francia, che celebra il decimo anniversario dell'attentato al giornale Charlie Hebdo, simbolo della libertà di espressione e della lotta contro l'estremismo.




