Moldavia al voto: un paese diviso tra Unione Europea e Russia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In un clima definito da molti come una "resa dei conti", la Moldavia vota per un nuovo Parlamento in elezioni cruciali che segneranno il futuro del paese, da tempo in bilico tra integrazione europea e influenza russa. La campagna elettorale è stata segnata da arresti e operazioni di polizia che hanno fatto temere per la regolarità del voto.

Uno scontro serrato tra due visioni opposte

I sondaggi dipingono un testa a testa senza esclusione di colpi. Da un lato, il Partito d'Azione e Solidarietà (PAS), europeista guidato da Igor Grosu e sostenuto dalla presidente Maia Sandu, si attesta al 24,9%. Dall'altro, il blocco filorusso dell'ex presidente Igor Dodon segue a ruota con il 24,7%. La differenza è così esigua da rendere ogni voto decisivo.

La scommessa europeista di Nicu Popescu

La figura di Nicu Popescu, ex ministro degli Esteri candidato con il PAS, incarna la scelta per l'Europa. È stato uno degli artefici dello status di paese candidato all'UE conferito nel 2022. Popescu ha definito questo voto "cruciale", sottolineando come Mosca consideri la Moldavia uno "strumento per colpire Kiev".

Il malcontento nelle regioni filorusse

In regioni autonome come la Gagauzia, il sentimento è profondamente diverso. A Comrat, molti elettori esprimono paura e diffidenza. Il senso di abbandono da parte del governo di Chisinau si mescola a un risentimento verso un'Europa percepita come una "traditrice". Un malcontento che i partiti filorussi cavalcano promettendo un riavvicinamento a Mosca.

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