La Moldavia conferma con il voto la rotta europea nonostante le accuse di Mosca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il partito di Azione e Solidarietà (PAS), guidato dalla presidente Maia Sandu, ha ottenuto un risultato inequivocabile nelle elezioni legislative di domenica, superando la metà delle preferenze e assicurandosi così una solida maggioranza parlamentare. Questo esito, inatteso nella sua nettezza da molti osservatori, rappresenta una chiara conferma dell’indirizzo politico intrapreso dal paese. Avviato dal 2022 sul cammino dell’integrazione nell’Unione Europea, questo corso ha trovato un consenso ampio e determinante nell’elettorato. La vittoria, che si tradurrà in cinquantacinque seggi nel parlamento di Chisinäu, garantisce al futuro governo una base di governabilità stabile, un elemento cruciale per un paese alle prese con complesse riforme e una situazione geopolitica delicatissima, data la sua collocazione geografica.

La reazione di Mosca alle elezioni

La reazione di Mosca non si è fatta attendere. Attraverso la portavoce del Ministero degli Esteri Maria Zakharova, la Russia ha parlato di violazioni di “ogni disposizione concepibile e inconcepibile del diritto internazionale” durante lo svolgimento del voto. La diplomatica ha aggiunto, in dichiarazioni riprese dall’agenzia TASS, di aver registrato “letteralmente ogni giorno” un numero enorme di presunte irregolarità, attribuite non solo alle autorità moldave ma anche ai loro “sponsor stranieri”, in un chiaro riferimento a quelle potenze occidentali che sostengono la linea europeista di Maia Sandu.

Il malcontento delle opposizioni interne

Anche le opposizioni interne hanno manifestato un profondo malcontento. Coalizioni come il Blocco Patriottico – fermo poco sopra il ventiquattro per cento – e altre formazioni minori che hanno superato le soglie di sbarramento, hanno contestato l'esito. Alcuni di essi hanno già invitato i propri sostenitori a scendere in piazza, denunciando quelle che percepiscono come irregolarità e promettendo una fase di forte tensione politica. Il quadro che ne emerge è quello di una nazione profondamente divisa al suo interno, dove la scelta di campo internazionale si intreccia inestricabilmente con le dinamiche politiche domestiche.

Un mandato forte per il futuro europeo

Il successo del PAS, con quel cinquanta per cento dei consensi che raddoppia praticamente la forza del principale schieramento avversario, fornisce alla leadership uscente un mandato forte per proseguire nell’implementazione del programma di avvicinamento a Bruxelles. La strada, che passa attraverso negoziati e l’adeguamento a standard amministrativi ed economici stringenti, appare ora meno accidentata sul fronte interno, nonostante le prevedibili pressioni che continueranno a giungere dall’estero e le fratture sociali che il voto ha messo in luce.

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