Milano, la "Balena" di Allegrucci distrutta dalle fiamme: "Un vuoto, ma altre opere verranno"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
"Davanti all’immagine dello scheletro della balena provo un profondo vuoto". Jacopo Allegrucci, artista viareggino classe 1977, non nasconde il dispiacere per la perdita della sua installazione, ridotta in cenere nella notte tra domenica e lunedì davanti alla Triennale di Milano. L’opera, una balenottera in cartapesta alta sei metri, era collocata all’ingresso del Palazzo dell’Arte – chiuso come ogni lunedì – quando, intorno alle 6 del mattino, le fiamme l’hanno divorata, lasciando intatta solo l’armatura metallica. "Una mia creazione non c’è più, e questo fa male", ha aggiunto Allegrucci all’Adnkronos, pur ammettendo che "altre arriveranno a prendere il suo posto".
Le indagini, condotte con tempestività, hanno portato all’arresto di un 33enne egiziano senza fissa dimora, accusato di incendio doloso. Sebbene l’uomo non abbia rilasciato dichiarazioni, le autorità non escludono che si tratti di un gesto vandalico privo di motivazioni specifiche. "Credo sia solo follia umana", ha commentato l’artista, senza approfondire ulteriormente.
Quello che resta dell’installazione, ora, è uno scheletro annerito, che alcuni osservatori hanno definito "paradossalmente carico di un nuovo significato drammatico". La distruzione, però, non cancella il valore originario dell’opera, parte di una serie dedicata ai cetacei, tema ricorrente nel lavoro di Allegrucci. La Balena, realizzata per una mostra temporanea, era diventata un punto di riferimento per i visitatori della Triennale, che nelle scorse settimane si fermavano a fotografarla o semplicemente ad ammirarla.




