L'addio a Guccini tra musica, ricordi e la collezione di gatti che lo incantò
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La scomparsa di Francesco Guccini, avvenuta lo scorso 6 agosto all'età di 86 anni, ha lasciato un vuoto profondo non solo nel panorama musicale italiano ma anche nei luoghi che lui considerava casa, quei rifugi lontani dai riflettori dove il cantautore amava trascorrere il tempo lontano dal palcoscenico.
Mentre la famiglia, attraverso un messaggio pubblicato sul sito ufficiale dell'artista, ha ringraziato per le "tantissime testimonianze di stima, i messaggi, i ricordi per strada e nelle piazze" che hanno rappresentato "un conforto prezioso", in tutta Italia crescono le iniziative per onorarne la memoria, da Crema a Lecce, passando per Pavana e Bologna.
Pavana e la Caciosteria, il rifugio del Maestrone
Che Pavana, la frazione di Sambuca Pistoiese al confine tra Toscana ed Emilia, fosse il paese di Guccini era risaputo, quasi un dato scontato per gli appassionati. "Se vuoi incontrare il 'Guccio' – si diceva – basta salire su e fermarsi alla Caciosteria dei Due Ponti: quasi sicuramente ce lo trovi, perché va sempre lì a mangiare". E in effetti, quel locale gestito da Domenico Zummo, per tutti 'Mimmo', e da sua moglie Elisabetta, 'Betty', rappresentava per il cantautore molto più di una semplice trattoria.
Il titolare lo racconta senza troppi giri di parole: "Il nostro locale per lui era casa e ufficio". Una dimensione intima, confermata anche dal fatto che Guccini amava sedersi nella saletta più interna, un po' nascosto dagli sguardi dei curiosi, pur non negandosi mai per un saluto o una fotografia con i fan, commentando poi con ironica modestia: "Ma che se ne faranno di una mia foto...".
La cucina della Caciosteria, un mix di sapori emiliani e toscani, era un altro dei grandi richiami per il Maestrone, che si concedeva peccati di gola come la salamina al sugo o i maccheroni sul papero. Betty ricorda con affetto la sua curiosità e la sua cultura sconfinata: "Si documentava e mi chiedeva piatti antichi, per esempio il brandacujòn, una pietanza ligure a base di stoccafisso e patate".
Lui, poi, ricambiava con disegni e vignette, come un autoritratto a caricatura o il disegno di Sergio Staino che ritrae il suo personaggio Bobo mentre brinda con Guccini alla salute di Mimmo. E in quel luogo, dove i pochi cimeli visibili fanno da contraltare a un infinito scrigno di ricordi, la sua voce e la sua presenza continueranno a vivere attraverso le storie di chi lo ha conosciuto.
Tremila gatti e la magia dell'Agriturismo Il Palazzino
Un altro luogo che custodisce un legame speciale con Francesco Guccini è l'Agriturismo Il Palazzino a Maserno di Montese, in provincia di Modena. Circondato da campi di patate e dal verde dell'Appennino, il ristorante è famoso per una collezione unica al mondo: tremila gatti, ma nessuno che miagola. Si tratta di felini da collezione di ogni forma, dimensione e materiale, dal legno alla porcellana, dalla ceramica allo Swarovski, arrivati da ogni angolo del pianeta grazie ai regali dei clienti.
Una passione iniziata 27 anni fa con l'apertura dell'agriturismo e che ha riempito ogni mobile, libreria e credenza del locale. E proprio questa straordinaria raccolta aveva stregato Guccini, che amava profondamente i gatti e quando seppe dell'esistenza di quella collezione volle vederla con i propri occhi, rimanendo particolarmente colpito da un quadro dedicato a un felino.
Le iniziative per non dimenticare
L'eredità di Guccini, però, non si limita ai luoghi che ha frequentato, ma si manifesta nella volontà della gente di riunirsi per cantare le sue canzoni, trasformando il lutto in un momento di partecipazione collettiva. A Crema, in piazza Duomo, un gruppo di cittadini appassionati ha organizzato una serata per domenica 16 agosto alle ore 20, con un invito chiaro: "Porta uno strumento e la tua voce. Canteremo insieme le canzoni di Francesco per non dimenticare la potenza della sua musica".
Un'iniziativa simile si terrà anche a Lecce, in Piazzetta Carducci, il 17 agosto, con il sostegno di Regione Puglia e Provincia di Lecce, per creare un grande concerto spontaneo e popolare.
Questi eventi, insieme ai pellegrinaggi a Pavana e ai fiori lasciati in via Paolo Fabbri a Bologna, la strada dove ha abitato per tanti anni, sono la prova tangibile di come Guccini continui a vivere nella memoria collettiva. E mentre la sua voce si spegne, le sue parole e la sua musica, capaci di raccontare generazioni e cambiamenti sociali, restano come un patrimonio condiviso da tutti coloro che, anche solo per una sera, si ritroveranno in una piazza per cantare i suoi versi.
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