Caso plusvalenze, la Procura Figc torna a chiedere gli atti per il Napoli
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Redazione Sport
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La Procura federale della Figc ha deciso di riaprire un capitolo già noto, chiedendo nuovamente alla Procura di Roma gli atti relativi all’inchiesta che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, accusato di falso in bilancio. La richiesta, avanzata già nel 2024 dall’ufficio guidato da Giuseppe Chinè, non aveva allora avuto seguito a causa del segreto investigativo che copriva i documenti. Ora, però, la vicenda torna sotto i riflettori, con la Procura federale intenzionata a riprendere in mano il caso.
Al centro delle indagini ci sono le presunte plusvalenze fittizie legate alle operazioni di calciomercato che hanno coinvolto i giocatori Victor Osimhen e Kostas Manolas. Le accuse, che riguardano non solo De Laurentiis ma anche la società e l’amministratore delegato Chiavelli, hanno scatenato reazioni contrastanti. Da una parte, i legali del Napoli si sono detti sicuri: "Non c’è nulla da temere, tutto è già stato dimostrato". Dall’altra, la notizia del rinvio a giudizio ha colto molti di sorpresa, alimentando polemiche e dibattiti.
Carlo Alvino, noto giornalista e opinionista, ha espresso il suo disappunto sui social, criticando duramente chi, a suo dire, ha diffuso informazioni faziose e anti-Napoli. "Una regola fondamentale del nostro lavoro è informarsi bene per informare meglio. Oggi questa regola è stata calpestata", ha scritto, sottolineando come la notizia sia stata gestita in modo distorto.
Umberto Chiariello, voce di CRC, radio partner del Napoli, ha invece cercato di smorzare i toni, sostenendo che non ci sia alcuna volontà di colpire il club azzurro. "È solo una coincidenza", ha affermato durante la trasmissione “A Pranzo con Umberto Chiariello”, ricordando come il Tribunale di Napoli avesse già prosciolto la società e De Laurentiis dalle accuse sul piano sportivo.




