Sondaggi politici, il centrodestra recupera e Vannacci si ferma: decisivi (anche) i partiti piccoli
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Redazione Interno
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I sondaggi politici delle settimane passate davano tutti un'indicazione molto chiara: se il centrodestra non fa rientrare Vannacci nella coalizione, il centrosinistra vince le elezioni. Le rilevazioni degli ultimi giorni, però, hanno mostrato qualche segnale di una possibile inversione di rotta.
La più sorprendente è quella presentata dall'Istituto Noto per il programma "Porta a Porta", che vede addirittura un sorpasso dell'attuale coalizione di maggioranza grazie anche all'accordo con la lista Sud chiama Nord di Cateno De Luca, partito molto radicato in Sicilia che con un piccolo 1,1% di consensi basterebbe a riportare in testa l'alleanza meloniana.
Il quadro della Supermedia Youtrend
La Supermedia Youtrend per Agi, diffusa l'8 ottobre, fotografa una situazione ancora fluida ma con segnali in controtendenza rispetto alle settimane precedenti. Fratelli d'Italia sale al 27,3% con un incremento di tre decimi, mentre il Partito Democratico cede lo 0,8% e si attesta sulla soglia psicologica del 20%. Il Movimento 5 Stelle guadagna lo 0,2% e sale al 12,8%. Il dato più significativo riguarda Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, che per la prima volta dopo mesi registra una flessione: 7,6%, in calo di due decimi rispetto alla rilevazione precedente.
Forza Italia scende leggermente al 7,3%, la Lega resta stabile al 5,6%, Alleanza Verdi e Sinistra sale al 6,6%. Azione si attesta al 3,2%, Italia Viva al 2,3%, +Europa all'1,7%, Noi Moderati all'1,1%.
Il sondaggio SWG e la battuta d'arresto di Vannacci
Il sondaggio SWG per il Tg La7 di Enrico Mentana, condotto tra il 30 settembre e il 5 ottobre su un campione di 1.200 intervistati con un margine d'errore di ±2,8%, conferma il trend. Fratelli d'Italia si porta al 27,7% con un guadagno di tre decimi, il Partito Democratico sale al 20,7% con un incremento di un decimo. Il Movimento 5 Stelle scende al 12,6%, perdendo due decimi, mentre Futuro Nazionale arretra al 7,8%. Nel centrodestra, Forza Italia guadagna due decimi e sale al 7,1%, la Lega recupera un decimo e si attesta al 5,2%.
Il dato più rilevante del sondaggio riguarda la quota di chi non esprime un orientamento di voto: il 29% degli intervistati, in aumento di tre punti percentuali nell'arco di una sola settimana.
L'accordo con Sud chiama Nord e il peso dei piccoli partiti
L'elemento che potrebbe spostare gli equilibri è rappresentato dall'intesa tra il centrodestra e Sud chiama Nord di Cateno De Luca. Il movimento autonomista siciliano, che secondo le rilevazioni si attesta intorno all'1,1%, ha formalizzato nelle scorse settimane la costituzione del proprio gruppo alla Camera grazie al passaggio di due deputati, Manlio Messina e Luca Sbardella, che hanno lasciato temporaneamente i rispettivi gruppi per consentire la nascita della componente parlamentare. La mossa permette a De Luca di raccogliere 1.500 firme anziché 6.000 per ogni collegio in vista delle elezioni Politiche, aggirando di fatto la norma anti-cespugli prevista dalla nuova legge elettorale. L'accordo con il sindaco di Taormina, molto radicato in Sicilia dove il suo movimento ha ottenuto quasi il 21% nei 17 comuni in cui si è votato con il proporzionale alle ultime amministrative, basterebbe secondo l'Istituto Noto a riportare in testa l'alleanza meloniana.
Il quadro delle coalizioni e la nuova legge elettorale
Sul fronte delle coalizioni, la compagine di governo in formazione base, senza Vannacci, si attesta al 41,3% secondo la Supermedia Youtrend, contro il 43,4% del Campo Largo nella versione che include Italia Viva e +Europa. Il centrodestra con l'apporto di Futuro Nazionale salirebbe invece al 48,9%, ma l'ipotesi di un'alleanza organica con il partito del generale appare al momento remota.
La nuova legge elettorale, approvata dal Parlamento con 227 voti favorevoli e 164 contrari, introduce un premio di maggioranza per la coalizione che supera il 42% dei consensi, con 70 deputati e 35 senatori di bonus, e prevede l'obbligo per ogni coalizione di indicare il candidato premier. Il provvedimento, ribattezzato "Melonellum", ha suscitato le proteste delle opposizioni, che hanno parlato di "truffa" e "deriva autoritaria", mentre la Corte costituzionale sarà chiamata a esaminare nei prossimi mesi la legittimità del premio di maggioranza.
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