Campi Flegrei: cosa fare in caso di eruzione vulcanica
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Redazione Interno
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Le recenti scosse di terremoto a Napoli hanno sollevato nuovamente l'attenzione sui Campi Flegrei, suscitando legittime preoccupazioni per le eventuali eruzioni del supervulcano o addirittura del Vesuvio. Non è un mistero che l'Italia, insieme all'Islanda, è nota per ospitare la maggiore concentrazione di vulcani attivi in Europa e rappresenta uno dei paesi più densamente popolati esposti a rischio vulcanico nel mondo.
L’ipotesi di un’eruzione dei Campi Flegrei preoccupa non poco i vulcanologi e la Protezione civile, che ha già pronto un piano di evacuazione ma senza averlo mai provato (se non su carta). Il Vesuvio, famoso per la sua pericolosità, è costantemente sorvegliato, lo stesso discorso vale per i Campi Flegrei, un supervulcano – una caldera quiescente – che può essere più pericoloso del Vesuvio stesso.
Il piano di evacuzione dei Campi Flegrei è basato su uno scenario eruttivo con basso/medio grado di esplosività vulcanica e sulla carta si svolgerebbe in 72 ore. Nelle ultime settimane le scosse di terremoto nell’area dei Campi Flegrei sono diventate più frequenti e forti. Il motivo è legato a una fase acuta del fenomeno del bradisismo. Sebbene non ci siano dati e segnali precursori di un’eruzione imminente, bisogna comunque tenere presente che, essendo un vulcano attivo, l'attività eruttiva in futuro è destinata prima o poi a riprendere.




