Inchiesta Zelensky Ucraina, il caso che scuote l’ufficio della presidenza
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Redazione Esteri
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L’inchiesta Zelensky Ucraina torna al centro del dibattito dopo l’operazione condotta dagli organismi anticorruzione che ha coinvolto alcuni membri dell’ufficio del presidente ucraino. Gli investigatori dell’ufficio anti corruzione Nabu hanno riacceso i riflettori sulla presidenza con la “Operazione Forrest Gump”, una nuova fase collegata all’indagine sulla corruzione denominata “Mida”. L’azione ha portato alla rimozione di Iryna Mudra, vice capo dell’Ufficio del presidente, mentre sono emersi i nomi di altre persone coinvolte a vario titolo nell’inchiesta. Per Volodymyr Zelensky, la giornata della vittoria politica è stata segnata anche da un nuovo caso che riguarda direttamente la struttura a lui più vicina.
La Procura specializzata anti-corruzione (Sapo) ha diffuso i nomi delle persone coinvolte nell’indagine “Forrest Gump”, nella quale figurano anche esponenti con incarichi di vertice nelle istituzioni ucraine. Tra questi viene indicato Viktor Dubovyk, capo della Direzione per le politiche legali dell’Ufficio del presidente, una struttura incaricata di fornire valutazioni giuridiche e preparare i provvedimenti del capo dello Stato. Secondo i magistrati, Dubovyk avrebbe fornito consigli e istruzioni alla presunta organizzazione criminale sulle attività legate alla cosiddetta “Commissione anti-raid” del ministero della Giustizia, organismo da lui guidato fino al 2024.
Il nuovo fronte dell’inchiesta anticorruzione in Ucraina
L’indagine condotta dal Nabu riguarda un gruppo collegato allo staff presidenziale e viene descritta dagli investigatori come un’operazione contro una presunta organizzazione criminale. Il caso ha riportato l’attenzione sulla presenza di accuse di corruzione all’interno degli ambienti vicini alla presidenza ucraina, dopo che una precedente inchiesta aveva già portato a sviluppi politici. La notizia è stata diffusa dal Kyiv Independent, giornale online in lingua inglese seguito a livello internazionale per le informazioni sulla guerra in Ucraina, mentre gli organismi giudiziari hanno reso pubblici ulteriori elementi sull’indagine.
La vicenda ha coinvolto anche la posizione di Iryna Mudra, rimossa dal ruolo di vice capo dell’Ufficio del presidente. La sua uscita dall’incarico è arrivata nel quadro degli sviluppi dell’operazione “Forrest Gump”, che ha ampliato il numero delle persone chiamate in causa. Tra i nomi indicati dalla Procura specializzata anti-corruzione compaiono figure che hanno ricoperto ruoli importanti nella gestione delle strutture istituzionali, aumentando il rilievo politico dell’indagine all’interno dell’apparato statale ucraino.
Le reazioni dello staff di Zelensky e il tema delle elezioni
Di fronte al nuovo caso, il consigliere presidenziale Mykhailo Podolyak ha dichiarato che gli episodi corruttivi devono essere perseguiti indipendentemente dalla posizione ricoperta dalle persone coinvolte. Secondo Podolyak, l’emersione di accuse contro funzionari pubblici dimostrerebbe l’attività degli organismi anticorruzione dello Stato e la volontà di intervenire sui casi segnalati. Le indagini, ha spiegato, sono ancora in corso e riguardano le responsabilità individuali delle persone coinvolte.
Nello stesso contesto è tornato anche il tema delle elezioni in Ucraina. Podolyak ha affermato che punire chi ruba resta un obiettivo, ma ha indicato che il voto non sarebbe possibile nella situazione attuale. Nel dibattito politico seguito all’inchiesta è intervenuto anche Fedorov con la richiesta di elezioni, mentre sul piano istituzionale è stato annunciato Yevheniy Khmara come nuovo ministro della Difesa ucraina. Gli sviluppi dell’inchiesta “Forrest Gump” si inseriscono quindi in una fase in cui le accuse di corruzione coinvolgono direttamente strutture vicine alla presidenza.
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