Debito pubblico, per il Financial Times la Francia affronta la tempesta perfetta mentre l’Italia diventa un modello

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Francia sta sostituendo l'Italia come principale fonte di preoccupazione dei mercati sulla sostenibilità del debito europeo, mentre Parigi si avvia a difficili negoziati sulla nuova legge di Bilancio e alle elezioni presidenziali del prossimo anno. Lo scrive il Financial Times, segnalando di fatto la fine dell’era dei Pigs ossia i Paesi mediterranei (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna) con i conti ballerini.

Il nostro Paese, da tempo considerato l'anello debole del Continente, è ritenuto il più affidabile tra quelli del G7, mentre la situazione economica a Parigi preoccupa gli investitori. Per quasi tutta l’estate del 2026 abbiamo assistito a un fenomeno insolito: i rendimenti dei titoli di Stato francesi a dieci anni (OAT) hanno superato quelli italiani (BTP), invertendo un rapporto storico che durava da anni. Un'inversione di tendenza che segna un cambiamento significativo nel modo in cui il mercato valuta i rischi relativi a Roma e Parigi.

La svolta dell'Italia: da Cenerentola a modello

L'Italia, a lungo considerata uno dei mutuatari più rischiosi d'Europa per un debito pubblico tra i più elevati del continente, oggi ha conquistato una platea crescente di investitori globali. Questo cambio di passo è stato reso possibile da un periodo di disciplina fiscale e da una stabilità politica insolitamente lunga, elementi che hanno convinto i mercati della bontà delle scelte di Roma. L'ex membro del comitato di politica monetaria della Bank of England, Adam Posen, ha dichiarato al quotidiano britannico che l'Italia è ormai il fiore all'occhiello dei mercati obbligazionari del G7.

Le cifre parlano chiaro: il rapporto debito/Pil italiano è sceso dal 154% del 2020 al 139% di quest'anno, mentre quello francese è salito dal 114% al 117%, secondo i dati della Bce citati dal Financial Times. L'Italia registra inoltre un avanzo primario, mentre il deficit francese si è ampliato oltre il 5% del Pil.

La "tempesta perfetta" della Francia

La situazione francese appare decisamente più complessa. Il Paese si trova ad affrontare quella che Rohan Khanna, responsabile della strategia sui tassi europei presso Barclays, ha definito una "tempesta perfetta", caratterizzata da rischi per la crescita, rischi politici e rischi fiscali. Il rendimento del decennale francese ha superato la soglia del 4,1%, toccando i livelli più alti dal 2008, mentre lo spread con il Bund tedesco si è allargato.

L'incertezza politica gioca un ruolo determinante in questo scenario: il governo guidato dal premier Sébastien Lecornu deve affrontare una difficile trattativa parlamentare sulla legge di bilancio per il 2027, con una maggioranza frammentata dopo le elezioni anticipate del 2024. L'avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2027 rende il quadro ancora più intricato, con gli investitori che osservano con apprensione la possibilità che la campagna elettorale renda ancora più difficile approvare misure impopolari di riduzione della spesa.

La riallocazione dei capitali e il nuovo ruolo dell'Italia

I segnali di una riallocazione degli investitori dai titoli francesi a quelli italiani sono sempre più evidenti. Tomasz Wieladek di T Rowe Price ha confermato al Financial Times questa tendenza, sottolineando come gli investitori giapponesi, tradizionalmente grandi detentori di debito francese, stiano riducendo la loro esposizione verso Parigi.

Filippo Taddei di Goldman Sachs ha spiegato che la crescente quota di debito sovrano italiano detenuta da investitori stranieri riflette una normalizzazione dello status dell'Italia: man mano che il denaro viene riallocato in Europa, l'Italia fa parte di questa riallocazione, cosa che in passato non avveniva. I dati confermano il riavvicinamento: in una nota di gennaio, il Ministero dell'Economia ricordava che lo spread, salito a 251 punti base a settembre 2022, era sceso a 59 punti a gennaio 2026, attestandosi attualmente intorno agli 82 punti.

Il differenziale tra i titoli francesi (Oat) e i Btp italiani, che aveva iniziato a ridursi ad agosto, si è di fatto annullato, con il decennale francese che oggi viaggia a quota 86 punti.

L'Italia resta sotto osservazione

Nonostante il cambio di passo, Roma resta sotto pressione perché non si discosti dal percorso fiscale intrapreso. "Il mercato ha memoria", ha avvertito Taddei di Goldman Sachs, secondo cui l'Italia deve mantenere una politica fiscale molto più prudente rispetto a Francia e Germania per continuare a essere trattata favorevolmente dagli investitori. Il messaggio che arriva dal Financial Times è chiaro: la situazione è più fluida di quanto i titoli possano far credere.

Se da un lato la Francia sta diventando la nuova Italia in termini di percezione del rischio, dall'altro Roma non può permettersi di abbassare la guardia. La convergenza tra i rendimenti dei due Paesi rappresenta un fatto storico, ma la sostenibilità di questo nuovo equilibrio dipenderà dalla capacità dell'Italia di mantenere il rigore e dalla Francia di trovare una via d'uscita dalla sua crisi politica e fiscale.

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