La kiss cam dei Coldplay e il caso dei manager traditi: quando il web smaschera
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Redazione Cultura e Spettacolo
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di Marco Lo Conte
23 luglio 2025
Era una serata come tante al concerto dei Coldplay per Grace Springer, studentessa del New Jersey, che aveva puntato il telefono verso lo schermo della kiss cam, sperando di catturare un momento divertente. Quello che ha immortalato, però, ha superato ogni aspettativa: un abbraccio affettuoso, seguito da un repentino distacco, tra Andy Byron, Ceo di Astronomer, e Kristin Cabot, responsabile delle risorse umane della stessa azienda. Entrambi sposati, ma non tra loro. Il video, diventato virale in poche ore, ha scatenato un putiferio, costringendo Byron alle dimissioni e riaccendendo il dibattito sulla privacy nei luoghi pubblici.
La kiss cam, un’istituzione nei concerti dei Coldplay, è pensata per riprendere coppie che si baciano sotto gli occhi del pubblico. Ma quando a finire sotto i riflettori è una relazione extraconiugale, il gioco si fa serio. Il caso ha sollevato questioni non solo morali – legate alla reputazione aziendale – ma anche giuridiche, soprattutto in Europa, dove il Gdpr regola l’uso delle immagini personali. Se in uno stadio statunitense il consenso è implicito, altrove le regole sono più stringenti. E il confine tra divertimento e violazione della privacy diventa labile.
A complicare le cose ci si è messo anche Liam Gallagher, frontman degli Oasis, che durante il concerto di Manchester ha preso le distanze dalla kiss cam dei rivali storici. «Noi non abbiamo quelle telecamere maliziose», ha dichiarato con la sua solita irriverenza, aggiungendo: «Non ci interessa con chi vi divertite». Una presa di posizione che, al di là della provocazione, sembra quasi una presa di distanza dall’eccessiva esposizione mediatica che certi momenti intimi possono generare.




