Microsoft, nuovo blackout per Azure e 365 a ridosso dei bilanci

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Un'ondata di malfunzionamenti ha colpito i servizi cloud di Microsoft, gettando nel caos digitale un numero imprecisato di utenti in tutto il mondo, proprio mentre il colosso tecnologico si appresta a rendere noti i propri risultati finanziari. Le prime segnalazioni, come attestano i dati raccolti dalle piattaforme di monitoraggio, sono cominciate nel primo pomeriggio di mercoledì 29 ottobre, rivelando difficoltà di accesso agli account, rallentamenti generalizzati e persino l'inaccessibilità temporanea del sito ufficiale dell'azienda. Molti di loro, i quali dipendono dalla stabilità della piattaforma Azure per le proprie operazioni quotidiane, si sono ritrovati all'improvviso impossibilitati a lavorare, un evento che ha riacceso il dibattito sulla concentrazione dei servizi digitali nelle mani di pochi grandi attori.

L'effetto domino sui servizi essenziali

Le ripercussioni del guasto tecnico, che si è protratto per diverse ore, non si sono limitate alla sfera aziendale o a servizi di intrattenimento come Xbox, ma hanno prodotto un effetto domino su infrastrutture critiche. Aeroporti, istituti bancari e grandi catene di distribuzione hanno registrato interruzioni, evidenziando in maniera plateale la fragilità di un ecosistema iperconnesso. In Italia, l'applicazione delle Poste Italiane ha manifestato gravi criticità, generando disservizi diffusi in un giorno già segnato dal panico digitale, mentre il portale Salute Lazio è andato in crash, costringendo alcune strutture ospedaliere a misure straordinarie.

Il ritorno alla carta e penna negli ospedali

Proprio nel settore sanitario, dove l'affidabilità tecnologica è un requisito imprescindibile, le conseguenze sono state più tangibili. Diversi pronto soccorso di importanti presidi, dal Grassi di Ostia al Sant'Andrea, fino al San Camillo e al Gemelli Isola, hanno visto il sistema Gipse diventare inutilizzabile. Medici e infermieri, dinanzi all'impossibilità di accedere ai dati dei pazienti o di registrarne di nuovi, hanno dovuto abbandonare momentaneamente le postazioni informatiche per fare ricorso a metodi tradizionali, organizzando il lavoro con carta e penna e rimandando ai propri medici di base i casi non urgenti.

Le manovre per il ripristino

Microsoft, da Redmond, ha comunicato di aver individuato la causa principale nel malfunzionamento di alcuni DNS su Azure, un problema che ha avuto ripercussioni a catena anche su altri servizi, inclusi alcuni non direttamente gestiti dall'azienda. Gli ingegneri hanno quindi avviato interventi mirati, annunciando infine, verso le 21:00 ora italiana, il ripristino completo delle operazioni dopo aver applicato una correzione che, di fatto, ha consistito nel revert di un aggiornamento precedentemente distribuito. Nonostante la normalizzazione dichiarata, alcuni disservizi residui hanno continuato a essere segnalati per le applicazioni e per i giochi collegati alla piattaforma.

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