Torino, molotov e devastazioni al corteo: tre minorenni arrestati. Lo Russo: «Togliamo questi temi dallo scontro politico»
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Redazione Interno
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Un sabato pomeriggio di tensione ha attraversato il centro di Torino a margine del corteo contro il carovita, degenerando in scontri, attacchi alle forze dell'ordine e devastazioni. La polizia ha arrestato tre minorenni tra i 15 e i 17 anni con l'accusa di fabbricazione di arma da guerra: li hanno sorpresi vicino al monumento al Duca d'Aosta mentre confezionavano bottiglie incendiarie. Negli zaini avevano un ordigno già pronto, benzina, bottiglie di vetro e stoppini.
Un altro giovane di 22 anni è finito in manette per violenza a pubblico ufficiale, riconosciuto tra quanti hanno preso parte agli scontri in piazza Castello. Altri tre ragazzini sono stati denunciati per il possesso di petardi e martelletti frangivetro, mentre complessivamente sono state identificate una sessantina di persone di età compresa tra i 15 e i 35 anni.
L'assalto alla libreria e la guerriglia in centro
La manifestazione, che secondo le stime ha radunato circa tremila persone, è precipitata quando una frangia di partecipanti ha dato vita a un corteo non autorizzato dirigendosi verso via Roma e Porta Nuova. Qui un gruppo di giovani ha fatto irruzione nella libreria Feltrinelli della stazione, rovesciando scaffali e volumi, mentre davanti allo scalo manifestanti e agenti si sono fronteggiati con lanci di bottiglie e lacrimogeni. La tensione si è poi spostata in piazza Castello, dove sono stati lanciati sampietrini e altri oggetti contro le forze dell'ordine.
Non si registrano feriti tra gli operatori della polizia.
La condanna del sindaco e la richiesta di depoliticizzare
Il sindaco Stefano Lo Russo non ha usato giri di parole: «Quanto accaduto sabato pomeriggio a Torino è gravissimo», ha dichiarato, condannando «gli attacchi alle forze dell'ordine, l'assalto alla libreria di Porta Nuova e le devastazioni in centro» che, a suo dire, «meritano una condanna netta e inequivocabile». Il primo cittadino ha poi rivendicato il diritto a manifestare pacificamente, precisando però che la violenza ne rappresenta «l'esatto contrario».
Alla condanna si è unito il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha definito le aggressioni e la devastazione della libreria «gesti intollerabili», attribuendo a chi li compie un'unica qualifica: «delinquente».
Lo sfruttamento dei giovanissimi e il caso Avezzù
Sul fronte delle responsabilità, la Procura per i minorenni del Piemonte e della Valle d'Aosta segue con attenzione l'evolversi della vicenda. La procuratrice capo Emma Avezzù, intervenendo sul coinvolgimento di ragazzi così giovani, ha puntato il dito contro chi, a suo avviso, sfrutta profili fragili per accendere le piazze: «Gli antagonisti strumentalizzano minori fragili», ha affermato, raccontando di aver visto «un papà piangere per il figlio» e sostenendo che di fronte a questo scenario «si devono vergognare».
Le indagini proseguono ora attraverso l'analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza e delle immagini diffuse sui social per identificare gli altri partecipanti agli episodi di violenza.
Il quadro nazionale e i danni economici
Gli episodi torinesi si inseriscono in una giornata di protesta che ha visto disordini anche a Milano e Bologna, con un conto complessivo dei danni stimato in circa un milione e trecentomila euro tra vetrine sfondate e negozi saccheggiati. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha annunciato indagini per assicurare i responsabili alla giustizia, avvertendo che «la minore età di alcuni protagonisti non può far pensare a una qualche forma di impunità».
A Torino, intanto, le attività commerciali del centro fanno i conti con le conseguenze degli scontri, mentre la politica locale continua a dividersi sulle responsabilità di quanto accaduto.
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