Raimondo come Ibra: tripletta al Sassuolo e primato in classifica marcatori

Raimondo come Ibra: tripletta al Sassuolo e primato in classifica marcatori
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Antonio Raimondo è il nuovo capocannoniere della Serie A. Con la tripletta segnata nell'anticipo di venerdì sera al Benito Stirpe, il centravanti del Frosinone ha portato la sua squadra alla vittoria per 4-2 sul Sassuolo e ha scavalcato Malen, fermo a quota sei. L'attaccante olandese della Roma, squalificato, non avrà l'immediato diritto di replica nel prossimo turno di campionato.

Numeri da fuoriclasse

Sette gol in sette giornate. A 22 anni e 212 giorni, Raimondo è diventato il primo calciatore del Frosinone a segnare una tripletta in Serie A. Dopo le doppiette contro Fiorentina e Venezia, per lui si tratta della terza marcatura multipla in questa stagione, un dato che negli ultimi quarant'anni di campionato italiano soltanto Zlatan Ibrahimovic aveva raggiunto dopo sette turni. Lo svedese ci riuscì nel 2004-2005 con la maglia della Juventus. Sul piano europeo, solo Lamine Yamal e Raphinha, entrambi del Barcellona, hanno fatto registrare un rendimento simile nei principali cinque campionati.

Il legame con Alvini

Nel dopo-gara, l'attaccante classe 2004 ha voluto dedicare il momento soprattutto al suo allenatore. «Al mister devo la maggior parte del mio percorso, venivo dopo una stagione nella quale avevo fatto cagare», ha dichiarato Raimondo, che prima di approdare al Frosinone aveva collezionato un solo gol tra Venezia e Salernitana. «Grazie a lui sto facendo miglioramenti notevoli. Lo ringrazio e basta». Il tecnico del Frosinone, Alvini, ha ricambiato la stima spiegando che l'acquisto del giocatore era stato fortemente voluto da Renzo Castagnini.

«Sono contento per lui perché sta facendo benissimo, ha ancora margini di crescita e deve avere l'ambizione di fare sempre meglio».

L'analisi di Aquilani

Sul fronte opposto, il Sassuolo torna a casa con una sconfitta pesante e con la recriminazione di aver commesso errori evitabili. «Quando commetti determinati errori e porti la partita in una situazione così diventa tutto più difficile. L'errore fa parte del gioco, quando diventa superficialità devi metterci il punto perché sono errori evitabili», ha commentato Alberto Aquilani. Il tecnico ha poi difeso il portiere Muric, finito sotto accusa per la prestazione: «Ho grande fiducia in lui, come in tutti i miei giocatori. L'errore ci può stare, non tirerei già ora le somme. Ovvio che si deve migliorare, ma non gettiamo la croce addosso a nessuno». Aquilani ha anche elogiato Berardi, definendolo un giocatore fondamentale che «ci trascina» e che, dopo un avvio di stagione non al top, «sta recuperando».

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