Masano, l'ultimo saluto a Darek: palloncini bianchi e l'abbraccio di due comunità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una bara bianca coperta di rose bianche, con sopra la fotografia di Darek Szczesny. Intorno, il silenzio pesante e il dolore composto di due paesi, Treviglio e Caravaggio, che sabato 19 settembre si sono ritrovati nella chiesa parrocchiale di San Vitale Martire a Masano per l'ultimo saluto al bambino di nove anni morto mercoledì 16 settembre sulla provinciale 130, nel tratto tra Caravaggio e la frazione.

Una folla silenziosa e le serrande abbassate

La piccola frazione si è fermata del tutto. Centinaia di persone hanno raggiunto il sagrato, le vie laterali e l'interno della chiesa, mentre in paese le serrande dei negozi sono state abbassate a mezz'asta e la viabilità è stata gestita dalla polizia locale. Presenti i sindaci di Treviglio, Juri Imeri, e di Caravaggio, Claudio Bolandrini, insieme alle autorità civili e a un picchetto d'onore dei carabinieri in congedo.

Accanto al papà Benjamin Szczesny c'erano la sorella, arrivata dal Costa Rica, e la zia, mentre la mamma Federica Casa, 44 anni, e il fratellino Arturo, di sei, restano ricoverati in gravi condizioni all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. A Treviglio e Caravaggio è stato proclamato il lutto cittadino.

«Le parole valgono poco davanti a una morte così tragica»

A celebrare la funzione è stato monsignor Giansante Fusar Imperatore, parroco di Caravaggio, che nell'omelia ha detto: «Le parole valgono poco davanti a una morte così tragica, ma valgono i gesti. Qui ci sono due comunità a ricordare Darek. La parola del Signore non ci fa sentire soli: è qui a piangere con noi e a confortarci». Numerosi gli striscioni affissi fuori dalla chiesa; il più grande, sulla recinzione della scuola primaria Attilio Mozzi di Treviglio, dove il bambino frequentava la classe quarta, riportava la scritta «Sempre con noi».

Orsetti, disegni e palloncini bianchi

Sul sagrato, al termine della cerimonia, uno degli animatori dell'oratorio estivo ha letto un messaggio di commiato: «Impossibile trovare le parole giuste, è accaduto troppo in fretta, ma non dimenticheremo mai la felicità con cui partecipavi alle attività in oratorio, dove hai imparato a crescere e a superare le tue paure». Poi il feretro è stato accompagnato al carro funebre. I compagni di classe hanno deposto orsacchiotti, messaggi, disegni e fiori di carta, prima che un lungo applauso e decine di palloncini bianchi liberati nel cielo chiudessero la cerimonia.

«Oggi faremo anche gesti di gioia, come i palloncini — ha detto il parroco — per affermare che Darek è qui con noi, nella certezza della risurrezione nel Signore». La famiglia ha ringraziato tutti per i gesti di vicinanza ricevuti nei giorni precedenti.

La dinamica dell'incidente e le condizioni dei feriti

L'incidente è avvenuto poco dopo le 18 di mercoledì, quando la famiglia stava rientrando a casa, a poche centinaia di metri di distanza. La Mercedes Gla station wagon guidata dalla madre, all'altezza di una curva, avrebbe urtato un cartello stradale per poi proseguire senza controllo fino a colpire un albero e terminare la corsa nel fossato. Darek e il fratellino viaggiavano sui sedili posteriori, assicurati ai seggiolini.

Per il bambino non c'è stato nulla da fare, mentre la madre e Arturo sono stati operati nella notte tra mercoledì e giovedì e restano ricoverati in prognosi riservata nel nosocomio bergamasco. La procura, nelle prossime ore, aprirà un fascicolo per omicidio stradale e lesioni a carico della quarantaquattrenne.

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