Chico Forti ottiene la semilibertà: potrà uscire dal carcere di Montorio durante il giorno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Chico Forti ha ottenuto la semilibertà. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Verona, al termine dell'udienza celebrata mercoledì 16 settembre. L'uomo, condannato all'ergastolo negli Stati Uniti per l'omicidio di Dale Pike avvenuto nel febbraio 1998 a Miami, potrà lasciare il penitenziario di Montorio durante le ore diurne e farvi ritorno la sera.

Enrico Forti, per tutti Chico, è nato a Trento nel 1959.

Prima che la sua vicenda giudiziaria occupasse le cronache, era stato un volto noto dello sport: velista di successo e pioniere del windsurf estremo negli anni Ottanta, tra i primi italiani a competere nella Coppa del Mondo PWA. Un incidente automobilistico lo aveva costretto ad abbandonare le competizioni, aprendogli la strada alla produzione televisiva con la società Hang Loose, specializzata in video sportivi. Il trasferimento negli Stati Uniti, a Miami, era stato possibile grazie a una vincita al quiz televisivo Telemike.

La condanna e il rientro in Italia

La svolta arriva nel 1998, quando Dale Pike viene trovato morto su una spiaggia di Miami. Forti, che secondo l'accusa stava trattando l'acquisto del Pikes Hotel di Ibiza con il padre della vittima, viene arrestato e nel 2000 condannato all'ergastolo al termine di un processo di ventiquattro giorni. Si è sempre dichiarato innocente. Dopo aver scontato 25 anni in un penitenziario della Florida, nel maggio 2024 è stato trasferito in Italia sulla base della Convenzione di Strasburgo, che consente ai detenuti di scontare la pena nel Paese d'origine a condizione che la condanna resti invariata.

Da allora è detenuto a Montorio, a Verona.

Il lavoro esterno e la routine quotidiana

Dal dicembre dello scorso anno Forti svolge 40 ore settimanali di volontariato presso un'azienda agricola veronese. Usciva già al mattino presto dal carcere per rientrare la sera, grazie a un permesso concesso in base all'articolo 21 dell'ordinamento penitenziario, che consente attività lavorative e formative all'esterno. Con la semilibertà questa routine non cambierà in modo sostanziale: tempi e modalità delle uscite saranno definiti dal programma predisposto dalla direzione dell'istituto.

Forti, difeso dagli avvocati Alessandro Favazza e Carlo Dalla Vedova, spera di poter raggiungere più spesso la madre, che vive a Trento.

La libertà condizionale e le reazioni

Diego De Carli, portavoce del comitato "Una chance per Chico", ha espresso grande soddisfazione per la decisione del tribunale e ha annunciato che l'udienza per la libertà condizionale è già stata fissata a febbraio del prossimo anno. In precedenza, la richiesta di liberazione condizionale era stata respinta. Sul fronte giudiziario, resta quindi aperta la partita per una misura ancora più ampia.

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