Viareggio, fermato il conducente del furgone pirata: è un moldavo di 37 anni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un fermo per indiziato di delitto è stato eseguito nella notte tra venerdì e sabato dai carabinieri di Viareggio nei confronti di un cittadino moldavo di 37 anni, domiciliato in città, ritenuto l'uomo che si trovava alla guida del furgone Opel fuggito dopo aver travolto e ucciso Linda Martinucci, 46enne viareggina, mentre percorreva in bicicletta la discesa del cavalcavia Lombardi insieme al compagno. L'ipotesi di accusa formulata dalla Procura di Lucca è di omicidio stradale e fuga.

Il provvedimento è scattato al termine di una giornata di interrogatori e accertamenti che hanno coinvolto un gruppo di connazionali della vittima, tutti gravitanti nell'area viareggina, e che ha richiesto l'analisi incrociata delle immagini di videosorveglianza pubblica e privata.

La dinamica ricostruita dagli investigatori

Secondo quanto emerso dall'indagine coordinata dal sostituto procuratore Antonio Mariotti, l'incidente si è consumato intorno alle 3 dell'11 settembre, nel tratto compreso tra la Torre Matilde e Largo Risorgimento. Linda Martinucci pedalava affiancata dal fidanzato quando alle loro spalle è sopraggiunto il furgone commerciale, che aveva appena superato un'automobile. Nel rientrare nella corsia di marcia, il mezzo ha urtato a forte velocità la bicicletta della 46enne, sbalzandola a diversi metri di distanza.

Anziché arrestarsi per prestare soccorso, il conducente ha accelerato facendo perdere le proprie tracce. Il compagno della vittima è rimasto illeso. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di stabilizzare la donna sul posto, ma durante il trasporto verso l'ospedale Versilia la 46enne è andata in arresto cardiaco ed è deceduta nonostante i tentativi di rianimazione.

La targa e le telecamere al distributore

A indirizzare le ricerche è stata la targa del furgone, annotata dal fidanzato della vittima e da un automobilista testimone dell'impatto. I carabinieri sono così risaliti al proprietario del mezzo, risultato del tutto estraneo ai fatti, il quale ha riferito di aver dato il veicolo in uso a un gruppo di moldavi domiciliati in città. Condotti in caserma, gli uomini non hanno inizialmente fornito indicazioni su chi si trovasse materialmente al volante.

La svolta è arrivata dall'acquisizione dei filmati delle telecamere pubbliche e di quelle di un distributore di benzina situato nei pressi del vecchio cavalcavia. I fotogrammi registrati prima e dopo lo schianto hanno permesso di accertare la presenza di due soli uomini a bordo al momento dell'impatto, smentendo l'ipotesi iniziale di tre occupanti, e di stabilire in modo inequivocabile che alla guida si trovava il 37enne.

Il passeggero denunciato e la posizione del terzo uomo

Oltre al conducente, fermato e trasferito nel carcere di Pistoia, i carabinieri hanno denunciato a piede libero un connazionale di 33 anni che si trovava sul furgone al momento dell'incidente. Nei suoi confronti è stata ipotizzata l'omissione di soccorso. Per un terzo uomo, rimasto a lungo in caserma a disposizione degli inquirenti e sottoposto a sua volta a interrogatorio, non sarebbe invece emersa alcuna ipotesi di reato. Linda Martinucci, residente nel quartiere Varignano e impiegata in un calzaturificio, è stata uccisa nel giorno del compleanno della figlia.

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