Mercedes VLE, la limousine a forma di van che elettrifica il lusso collettivo

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è un momento, nelle serate di presentazione della Casa di Stoccarda, in cui il rumore della folla lascia spazio a un silenzio carico di aspettativa. È successo anche l’altra sera al Wagenhallen, quando sul palco, accompagnata dalle note pop di Rita Ora e dalla presenza scenica di Roger Federer — brand ambassador scelto non a caso per evocare eleganza e precisione — è apparsa lei: la nuova Mercedes VLE. Non si tratta di un semplice restyling della vecchia Classe V o della sua derivata a zero emissioni EQV, alle quali comunque la casa tedesca non ha tolto la circolazione, ma di un vero e proprio atto di fondazione. Questo modello, e chi scrive ha avuto modo di osservarne da vicino le linee durante l'anteprima, inaugura la piattaforma Van Architecture, una base modulare, scalabile e pensata per l’elettrico che segna il passo d’addio alla commistione con i veicoli commerciali puri. La VLE, nelle intenzioni di chi l’ha progettata, vuole essere una grand limousine dalle forme inedite, e per comprenderne la portata bisogna salire a bordo, laddove l’abitacolo si trasforma in un salotto viaggiante per otto persone senza per questo sacrificare quella dinamica di guida che sino a ieri sembrava un privilegio esclusivo delle berline.

La prima cosa che colpisce, camminandole intorno, è il coefficiente aerodinamico di 0,25, un dato che per un veicolo alto quasi due metri rasenta l’incredibile e che è stato ottenuto cesellando ogni linea, dalla calandra chiusa con la stella a tutto il vettura che scivola via fluido verso un posteriore arrotondato. E sotto quel vestito scultoreo batte un cuore tecnico che parla chiaro: la VLE nasce su un’architettura a 800 volt, la stessa che abbiamo imparato a conoscere sulle ultime creazioni della casa, e monta una batteria con chimica NMC da 115 kWh di capacità utile. Il risultato, in termini di autonomia nel ciclo WLTP, supera i 700 chilometri per la versione a trazione anteriore VLE 300, quella con 268 cavalli, e si attesta sui 630 per la più potente VLE 400 4Matic, forte dei suoi 409 cavalli e di uno scatto sullo zero cento coperto in 6,4 secondi che per un "van" è roba seria. Ma chi acquisterà un oggetto del genere, verrebbe da pensare, difficilmente lo farà per il tempo sul giro; lo farà per lo spazio, e per il modo in cui quello spazio viene interpretato.

Entrando nell'abitacolo, e qui la mano passa agli architetti degli interni, la modularità diventa la vera protagonista. Le varianti di sedili, ci spiegano i tecnici, spaziano da configurazioni a cinque posti fino a quelle a otto, con la possibilità di scegliere tra panche scorrevoli o poltroni singoli, questi ultimi dotati nella versione Premium di un sistema a rotelle che li rende facilmente removibili e riposizionabili lungo le guide del pavimento. Si può passare, insomma, da un bagagliaio da 795 litri in configurazione viaggiante a un vero e proprio vano di carico che supera i 4000 litri una volta rimosse le sedute, una flessibilità che strizza l’occhio tanto alle famiglie numerose quanto ai servizi di noleggio con conducente di alto livello. Per questi ultimi, così come per chi semplicemente pretende il meglio per i propri ospiti o per sé, c’è poi la possibilità di equipaggiare i sedili Grand Comfort, quelli che aggiungono un cuscino supplementare, il supporto lombare, la funzione massaggio e il sostegno elettrico per i polpacci, trasformando ogni spostamento in un trattamento termale su ruote.

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