Mercedes VLE, il primo van elettrico modulare della Stella punta a unire limousine e Mpv
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’attesa per il grande passo di Mercedes-Benz nel mondo dei veicoli multifunzione premium si sta per concretizzare, ed è una rivoluzione che parte da un foglio bianco o, per essere più precisi, da una nuova architettura progettata esclusivamente per l’elettrico. Il 10 marzo, a Stoccarda, verranno tolti i veli alla VLE, il primo modello della casa della stella a tre punte a nascere sulla piattaforma VAN.EA, acronimo di Van Electric Architecture. Si tratta di un passaggio epocale per il marchio tedesco, che con questa base modulare, scalabile e pensata unicamente per la trazione a batteria, intende riposizionare completamente il concetto di van, ibridandolo con il comfort e la dinamica di guida che sono tipici delle sue berline di rappresentanza -3-8.
L’obiettivo dichiarato, e che i prototipi camuffati avvistati nelle ultime settimane tra Europa e Sudafrica lasciano già intravedere, è quello di fondere due anime in un unico veicolo. Da un lato, la versatilità e lo spazio modulabile di un Mpv in grado di ospitare fino a otto passeggeri; dall’altro, la raffinata esperienza di bordo, la silenziosità e l’agilità che ci si aspetterebbe da una limousine di lusso -1-3. Per raggiungere questo equilibrio, gli ingegneri di Stoccarda hanno lavorato su ogni dettaglio, a partire dall’aerodinamica: nonostante le dimensioni imponenti, che si attestano su una lunghezza di circa 5,3 metri, il coefficiente di resistenza aerodinamica dovrebbe scendere a livelli da primato per la categoria, toccando quota 0.25 Cx, un valore persino inferiore a quello di molte berline compatte -4.
Batteria da 115 kWh e architettura a 800 volt per l'autonomia
Il cuore tecnologico della nuova VLE risiede naturalmente nel suo sistema di propulsione, e le anticipazioni parlano di un salto in avanti netto rispetto alla precedente generazione di veicoli commerciali elettrificati. La vettura monterà un pacco batterie con una capacità netta di 115 kWh, una scelta che, abbinata all’efficienza del nuovo sistema di gestione elettronica e ai motori eATS 2.0 sviluppati internamente, punta a garantire percorrenze nell’ordine dei 500-530 chilometri nel ciclo WLTP -1-4. Ma è forse sul fronte della ricarica che si concentra il progresso più significativo: l’adozione di un impianto elettrico a 800 volt, lo stesso delle sportive della casa, consentirà potenze di picco fino a 315 kW, capaci di ripristinare l’energia necessaria per percorrere circa 300 chilometri in una manciata di minuti, rendendo di fatto i viaggi a lungo raggio una pratica molto meno vincolata alla presenza di colonnine -4-5.
Non si tratta solo di numeri, ma di un cambio di filosofia nella fruizione quotidiana di un veicolo di queste dimensioni. La piattaforma VAN.EA, che prevede una sezione posteriore dedicata al motore, permetterà configurazioni a trazione posteriore per i modelli d’ingresso o integrale 4Matic per le versioni più potenti, con potenze che potranno spaziare da circa 270 cavalli fino a toccare quota 470 cavalli nelle declinazioni dual-motor -2-4. Una tale potenza, per un veicolo di questa stazza, non è fine a se stessa, ma si inserisce in un contesto in cui la capacità di carico e la fluidità di marcia diventano parametri fondamentali, specialmente per i servizi di noleggio con conducente o per le famiglie più esigenti.
Un abitacolo modulare che si trasforma con il software
Spostando l’attenzione all’interno dell’abitacolo, la filosofia modulare voluta da Mercedes trova la sua massima espressione. La VLE, che di fatto è la versione di serie del concept Vision V, non si limiterà a offrire semplicemente fino a otto posti, ma introdurrà un concetto di spazio configurabile elettronicamente -2-9. Le nuove sedute, infatti, potranno essere riconfigurate in diverse modalità d’uso attraverso il sistema di infotainment o addirittura tramite un’applicazione per smartphone, passando da una configurazione a massimo carico, in cui tutti i sedili vengono avanzati, a una configurazione "Esecutiva" che privilegia la distanza tra le file per un comfort da salotto -4. La plancia sarà dominata dall’imponente Hyperscreen, l’enorme superficie vetrata che integra più display e che gestirà il nuovo sistema operativo MB.OS, il cervello digitale dell’auto -2-7.
Curiosamente, per quanto riguarda il mercato italiano e le prime reazioni degli appassionati, si è parlato molto anche delle soluzioni tecniche dedicate alla guida. Nonostante le misure generose, il VLE promette di essere sorprendentemente manovriera grazie all’asse posteriore sterzante attivo, che permette alle ruote posteriori di ruotare fino a 7 o forse 10 gradi in base alla velocità, riducendo il diametro di sterzata a circa 11 metri, un valore che la renderebbe più agile di una city car in manovra -4-5. A questo si aggiunge, come dote di serie o comunque ampiamente prevista nella lista degli optional, la sospensione pneumatica, capace di garantire quel filtro sulle asperità che ci si aspetta da un veicolo che ambisce a essere definito una limousine su ruote -1-4.
Produzione in Spagna e il debutto di Stoccarda
Il countdown è quindi ufficialmente iniziato, con la presentazione statica fissata per il 10 marzo nella culla dell’automobile, Stoccarda, dove verranno svelati tutti i dettagli estetici e le specifiche tecniche definitive -1-8. Successivamente, la produzione di serie prenderà il via nello stabilimento di Vitoria, in Spagna, un sito chiave per la strategia dei van della Stella -5. La VLE non sarà sola: condividerà la piattaforma con una futura ammiraglia ancora più lussuosa, chiamata VLS, destinata a svolgere il ruolo di "Classe S" dei minivan, e con le prossime generazioni dei commerciali puri come il Vito, segno che l’investimento su questa architettura è totale e destinato a coprire l’intero spettro della mobilità professionale e privata a zero emissioni -2-7.




