Trump e la polemica sulle missioni Nato: Portolano ricorda i caduti in Afghanistan
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Redazione Esteri
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Le parole pronunciate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva ridimensionato l'impegno degli alleati europei in Afghanistan definendoli lontani dalle prime linee, hanno provocato una reazione netta nel governo italiano, con Giorgia Meloni che ha rivendicato pubblicamente il rispetto dovuto ai militari. Quelle dichiarazioni, che secondo alcuni osservatori interni avrebbero potuto rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso in un rapporto diplomatico generalmente solido, hanno spinto il generale Luciano Portolano, ex comandante della missione Region Command West dell'Isaf, a ricordare la cruda realtà dell'impegno italiano. «Quando ho letto quelle dichiarazioni», ha spiegato Portolano in un'intervista, «non vi nascondo una reazione di sorpresa», sottolineando come i soldati italiani abbiano sempre operato con un senso del dovere e una professionalità riconosciuti da tutti gli alleati, in particolare dai comandi statunitensi sul campo.
La testimonianza diretta dal teatro afghano
Il racconto del generale, che ha guidato le forze nel turbolento ovest dell'Afghanistan, offre un contraltare concreto alle recenti polemiche, descrivendo una missione vissuta costantemente sotto la minaccia di attacchi e imboscate. Portolano, menzionando i nove uomini persi sotto il suo comando, delinea un quadro di quotidiana esposizione al pericolo, lontano da qualsiasi retorica sulla non-belligeranza della missione. La sua testimonianza, che evoca i sacrifici umani sopportati dal contingente italiano, si pone come un fatto incontrovertibile di fronte a dichiarazioni che, sebbene parzialmente ritrattate dallo stesso Trump verso altri alleati, hanno riaperto una ferita mai del tutto sanata.
La difficile eredità di una guerra lunga vent'anni
La disputa odierna, al di là delle immediate reazioni diplomatiche, riporta alla luce il dibattito mai risolto sulla narrazione pubblica della presenza italiana in Afghanistan, spesso edulcorata nell'opinione comune. L'indignazione istituzionale per le affermazioni del presidente americano risuona, per alcuni, come tardiva e parziale, se confrontata con la ritrosia avuta nel descrivere, per due decenni, la reale natura di un impegno che ha visto anche episodi di cronaca nera, oggi al centro di approfondite inchieste giudiziarie. Il coraggio e il sacrificio dei singoli, come quelli ricordati dal generale, appaiono così in stridente contrasto con una certa narrazione politica del passato.
Il riconoscimento degli alleati e le ragioni della politica
Ciò che emerge con forza dalla riflessione di Portolano è il riconoscimento ottenuto dalle forze armate italiane sul terreno, un apprezzamento tecnico e operativo che, secondo il generale, la politica dovrebbe tenere sempre in considerazione. Questo aspetto, unito alla memoria dei caduti, costituisce il nucleo della risposta alle dichiarazioni di Trump, andando oltre la contingenza della polemica. La difesa dell'onore dei propri soldati, in questo frangente, è diventata un elemento cardine per preservare la coesione dell'Alleanza Atlantica in un momento di tensione, dimostrando come la solidarietà tra alleati passi anche attraverso il rispetto per il sangue versato in operazioni comuni.
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