Chelsea e Psg, i paperoni del calcio globale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quattro miliardi di euro. È la cifra che, tra acquisti stellari e investimenti stratosferici, ha trasformato Chelsea e Paris Saint-Germain in due colossi del calcio mondiale, capaci di contendersi – oggi – il titolo di club campione del mondo. A guidarli, due imprenditori che hanno fatto dello spending power la loro filosofia: Nasser Al-Khelaïfi, presidente del Psg, e Todd Boehly, patron del Chelsea, hanno scritto assegni con tanti zeri da cambiare per sempre il mercato. Se il primo, legato al Qatar, ha portato a Parigi nomi come Mbappé e Neymar, il secondo ha rivoluzionato Londra con una politica di acquisti senza freni, spesso criticata ma difficile da ignorare.

Nonostante le differenze di approccio – Al-Khelaïfi punta su pochi fuoriclasse, Boehly preferisce allargare il roster – entrambi condividono un obiettivo: dominare. E se il Psg, dopo anni di attesa, ha finalmente sfiorato la Champions lo scorso maggio, il Chelsea ha ricostruito un progetto ambizioso dopo l’addio di Abramovič. Ma i conti, come dimostrano i bilanci, restano un’arma a doppio taglio: il fair play finanziario è un’ombra che incombe su entrambe le società, costrette a navigare tra sanzioni e compromessi.

L’Italia nel cuore delle due squadre quello che forse non tutti sanno è che, al di là dei budget, Chelsea e Psg hanno un legame profondo con il calcio italiano. Da Gianfranco Zela, idolo dei tifosi blues, a Thiago Motta, oggi allenatore ma un tempo regista del Psg, passando per le esperienze meno luminose di un Balotelli in maglia parigina o di un Emerson Palmieri a Londra. Se si volesse immaginare una formazione "azzurra" composta dai giocatori che hanno vestito queste maglie, si avrebbe un undici di tutto rispetto: da Buffon (breve parentesi al Psg) a Jorginho, pilastro del Chelsea campione d’Europa nel 2021.

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