Nove milioni di italiani senza vacanze, colpa dei costi alle stelle: i balneari incassano, i turisti rinunciano

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   L’estate 2025 si preannuncia come una stagione di rinunce per almeno 8,4 milioni di italiani che, strette le cinghia, hanno deciso di restare a casa. Tra loro, il 69% – quasi sette su dieci – attribuisce la scelta a motivi economici, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a Emg Different. Chi invece partirà dovrà affrontare una spesa media di 918 euro a testa solo per alloggio e trasporti, cifra che per una famiglia di tre persone si traduce in un esborso minimo di 2.700 euro, senza contare vitto e altre necessità.

Un dato che non stupisce, se si guarda ai rincari che stanno colpendo le località balneari, dove la guerra dei prezzi sembra non conoscere tregua. In Puglia, lungo la Costa dei trulli – da Mola di Bari a Monopoli, passando per Polignano a Mare – le prenotazioni sono crollate del 18% a giugno, con i bagnanti che preferiscono rivolgersi alle spiagge libere per sfuggire agli aumenti, oscillanti tra il 15 e il 20%. Eppure, c’è chi prova a invertire la tendenza: in un piccolo tratto del litorale barese, alcuni gestori hanno sperimentato tariffe più accessibili, ottenendo risultati incoraggianti.

Ma il paradosso più eclatante riguarda i concessionari balneari, che pur beneficiando di sconti fino al 50% sui canoni demaniali – come previsto da un allegato tecnico al decreto Salva-infrazioni firmato dal ministro Matteo Salvini – continuano a far lievitare i costi per i turisti. Ombrelloni, lettini e persino un caffè in riva al mare pesano sempre di più sul portafoglio, senza che gli sgravi fiscali si traducano in un reale alleggerimento per i consumatori.

Intanto, l’Osservatorio Panorama Turismo – Mare Italia di Jfc stima per quest’anno 406,1 milioni di presenze nelle spiagge del Paese, un dato che però nasconde il malcontento di chi, pur pagando cifre esorbitanti, vede ridotta la qualità del servizio. A completare il quadro, l’impennata dei prezzi nei trasporti: secondo l’Unione Nazionale Consumatori, i voli nazionali hanno registrato a giugno un aumento del 32,1% su base mensile, una stangata che ha colpito soprattutto chi ha già programmato le ferie.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.