Milano, la città dove la paura cammina insieme alle donne
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Redazione Interno
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Non è solo una sensazione, ma un dato che si ripete con insistenza: Milano, nonostante la sua vivacità economica e culturale, è la seconda città più insicura d’Italia. Lo rivela il primo rapporto “La sicurezza fuori casa”, realizzato da Univ e Censis, che disegna una mappa dell’insicurezza sempre più marcata, soprattutto per le donne. Per il 67,3% di loro, rientrare a casa dopo il tramonto è un’esperienza carica di ansia, mentre l’81,8% ritiene che la situazione, negli ultimi cinque anni, sia peggiorata. Le strade, un tempo vissute come spazi aperti, oggi sono percepite come territori da attraversare con cautela.
I numeri, del resto, non lasciano spazio a interpretazioni. Con 226.230 denunce lo scorso anno, il capoluogo lombardo si piazza al secondo posto nella classifica delle città con il più alto tasso di criminalità, preceduto solo da Roma (271.033) e seguito da Napoli (132.809) e Torino (128.919). In queste quattro aree metropolitane – tutte amministrate da sindaci del Partito Democratico – si concentra circa un terzo dei reati commessi a livello nazionale. Un primato che, al di là delle polemiche politiche, racconta una realtà difficile da ignorare.
A Milano, in particolare, si registrano quasi 70 reati ogni 1.000 abitanti, il rapporto più alto in Italia. Un valore che non si limita a influenzare le statistiche, ma che modifica la vita quotidiana di chi la città la vive. Molti evitano certe zone dopo una certa ora, altri rinunciano a uscite serali. La paura, insomma, non è più un’eccezione, ma una compagna di viaggio.




