Metalmeccanici in sciopero il 28 marzo per il rinnovo del contratto
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Redazione Interno
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Otto ore di sciopero nazionale, con manifestazioni regionali e provinciali, sono state proclamate per il 28 marzo dalle segreterie nazionali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. L’obiettivo è sbloccare la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici, interrotta a novembre e riguardante circa 1,5 milioni di lavoratori. Il contratto, scaduto a fine giugno 2024, è al centro di una delle trattative più complesse degli ultimi decenni, come ha sottolineato il segretario Uilm Rocco Palombella, ricordando che l’ultima volta in cui i metalmeccanici dovettero ricorrere a uno sciopero di almeno 24 ore per il rinnovo contrattuale risale al 1999.
La mobilitazione del 28 marzo sarà preceduta, il 21 dello stesso mese, da tre grandi assemblee organizzate al nord, al centro e al sud Italia, con l’intento di coinvolgere il maggior numero possibile di lavoratori. Tuttavia, l’adesione agli scioperi sembra essere un punto critico: secondo i dati forniti da Confindustria Bergamo, nelle aziende metalmeccaniche della provincia che hanno comunicato i numeri, la partecipazione media si attesta intorno al 24%. Un dato che riflette, almeno in parte, la difficoltà delle sigle sindacali nel mantenere una presa solida sui lavoratori, rispetto a tempi passati in cui, come nella simbolica piazza San Giovanni a Roma, riuscivano a radunare fino a 180mila persone.
Le otto ore di sciopero si aggiungono alle 36 già accumulate, segnando un momento cruciale per la categoria. Le richieste dei sindacati, che chiedono una ripresa immediata del dialogo con Federmeccanica e Assistal, puntano a ottenere miglioramenti salariali e condizioni di lavoro più eque, in un contesto economico e sociale profondamente mutato rispetto agli anni precedenti. La giornata di mobilitazione del 28 marzo rappresenta, quindi, un tentativo di riaccendere i riflettori su una vertenza che, nonostante la sua centralità, rischia di passare in secondo piano.




