Bologna si mobilita contro la violenza sulle donne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Bologna è in fermento, con diversi presidi e cortei organizzati per dire basta alla violenza sulle donne. Questa ondata di proteste arriva in seguito al terribile femminicidio di Giulia Cecchettin, ma non sarà l'unica donna ricordata. Infatti, questa mattina, dalle 9, si è tenuto un presidio davanti al tribunale organizzato da 'Non una di meno' in occasione dell'udienza di apertura del processo d'appello contro l'assassino di Juana Cecilia Hazana, la giovane donna stuprata e massacrata dal suo ex compagno a Reggio Emilia nella notte tra il 19 e il 20 novembre 2021.

In migliaia hanno risposto all'appello "In piazza per Giulia e le altre", per tutte le donne uccise dall'inizio dell'anno a oggi. Il movimento "Non una di meno" è sceso in piazza per esprimere la propria rabbia contro quella lunga scia di sangue che non si ferma, l'ultimo femminicidio risale a ieri. "Se domani sono io, mamma, se domani non torno, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l'ultima" hanno ripetuto citando il testo di Cristina Torres-Cáceres, un’architetta e attivista femminista peruviana.

A Termoli, invece, si chiede un cambio di prospettiva: non insegniamo alle donne a riconoscere le relazioni tossiche, ma piuttosto insegniamo ai maschi a essere uomini. Basta con le giustificazioni, basta con il "era un bravo ragazzo". Non serve a niente avere una faccia pulita se dentro hai il marcio. Basta dire "eh ma quelli con i tatuaggi sono uomini poco seri". La maggior parte di queste bestie non avevano tatuaggi, avevano tutti la faccia da “bravi ragazzi”, forse babbei che nel mondo, nella società non avrebbero avuto nessun ruolo importante a differenza delle loro ex compagne.

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