Baldini all’Under 21: una scelta che divide tra esperienza e polemiche
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Redazione Sport
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Silvio Baldini, 67 anni, una carriera lunga e turbolenta, è il nuovo commissario tecnico dell’Italia Under 21. La Figc, dopo aver valutato opzioni più diplomatiche, ha puntato su un uomo noto per la schiettezza, a costo di sollevare dubbi su quanto la sua figura possa essere educativa per una generazione di giovani calciatori. La scelta, annunciata ufficialmente dal presidente Gabriele Gravina, arriva in un momento di rinnovamento per la federazione, che ha già visto l’avvicendamento tra Luciano Spalletti e Gennaro Gattuso sulla panchina della nazionale maggiore.
Baldini, reduce dalla promozione in Serie B conquistata con il Pescara, non è nuovo a episodi che hanno fatto discutere. Basti ricordare le 67 bestemmie registrate in una sola partita, Empoli-Salernitana del 2001, o l’aggressione a Mimmo Di Carlo durante un Parma-Catania nel 2008, quando, espulso, decise di “salutare” l’arbitro con un calcio. Episodi che, se da un lato dipingono un carattere irruento, dall’altro raccontano anche un allenatore capace di lasciare il segno, come dimostrano le 99 panchine in Serie A e 254 in Serie B.
Il compito che lo attesa è ambizioso: qualificare l’Italia all’Europeo Under 21 del 2027 e, di conseguenza, alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028. Un traguardo mancato nelle ultime quattro edizioni, nonostante il talento emerso in settore giovanile. Sarà interessante vedere se il suo approccio diretto – come quando ha criticato senza mezzi termini «i calciatori di oggi, che non hanno più l’orgoglio di indossare la maglia azzurra» – riuscirà a smuovere gli azzurrini o finirà per creare tensioni.




