Baldini e l'Italia under 21: il talento si coltiva con la testa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Silvio Baldini, reduce dal netto 4-0 inflitto alla Svezia a Cesena, ha tracciato un bilancio della prestazione dei suoi azzurrini, i quali, pur nel contesto di un'amichevole, hanno offerto un'immagine di vigore e compattezza. “Perché loro sono bravi”, ha esordito il commissario tecnico ai microfoni di Rai Sport, sottolineando come le sue dichiarazioni pregresse sul potenziale del gruppo abbiano trovato piena conferma in campo. “Ho sempre detto che è un gruppo pieno di talento e stasera sono riusciti a dimostrarlo”, ha aggiunto, ponendo però l’accento su un aspetto che ritiene fondamentale e che va al di là della mera abilità tecnica: “ma non bisogna fermarsi. Il talento va sempre coltivato, oltre che con il lavoro, soprattutto con la testa, che è quella che fa la differenza”. Un concetto, il suo, che lega l’espressione calcistica alla maturità umana e alla capacità di gestire le proprie qualità senza lasciarsi traviare da facili entusiasmi.

Il gesto di coesione e la gioia del gruppo

Proprio in quest’ottica, Baldini ha voluto raccontare un episodio significativo avvenuto verso la fine dell’incontro, quando alla squadra è stato assegnato un calcio di rigore. “È una dimostrazione che è un gruppo coeso, che è contento di stare insieme, a cui piace ridere e scherzare, ma che sa anche lavorare”, ha spiegato, riferendosi alla decisione di far battere il penalty a Lorenzo Berti, che ha così siglato la rete del poker nella sua città. Un gesto, questo, che trascende la semplice tattica e che parla di uno spogliatoio unito, dove le gerarchie lasciano per un attimo spazio a un sentimento di condivisione e di riconoscimento del valore altrui, elementi che il ct considera forse più importanti del risultato stesso.

L'exploit di Pisilli e il record di Camarda

Sul piano strettamente agonistico, la serata è stata impreziosita dalle prestazioni di alcuni individui. Niccolò Pisilli, che nella Roma fatica a trovare continuità, si è trasformato in assoluto protagonista, firmando una doppietta che ha di fatto avviato la corsa al risultato finale. Il centrocampista non si è limitato a segnare, ma ha imbastito una prova di ampio respiro, muovendosi con efficacia in ogni zona del campo e persino sfiorando la tripletta con un tiro che si è stampato sul palo. Accanto a lui, un altro nome ha scritto una pagina di storia: Francesco Camarda, che dopo il primo gol in Serie A, ha bissato il suo exploit in azzurro, diventando con i suoi 17 anni e 7 mesi il più giovane marcatore di sempre nella storia dell’Under 21, un primato che lo proietta in una classifica che annovera alcuni tra i più grandi talenti del calcio italiano.

La strada per l'Europa e le basi da cui ripartire

La vittoria, sebbene non decisiva per le qualificazioni, rappresenta un tassello importante nel lungo percorso verso l’Europeo del 2027, infondendo fiducia in un collettivo che ha mostrato di possedere sia le doti tecniche individuali, sia l’atteggiamento mentale richiesto. Baldini, pur senza nascondere una punta di fastidio per alcuni eccessi di esuberanza – come quando ha dichiarato “odio quello che ha fatto Camarda”, in riferimento forse a un’esultanza o a un gesto ritenuto superfluo –, ha quindi di fronte a sé una squadra dalla personalità definita, sulla quale poter costruire un progetto solido, fondato su quel binomio inscindibile tra talento e testa che lui stesso indica come unico vero discrimine per il successo.

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