L’Inps mette a disposizione la Certificazione Unica 2026, online oltre 26 milioni di documenti
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Redazione Economia
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L’Istituto nazionale della previdenza sociale ha ufficialmente rilasciato la Certificazione Unica relativa all’anno d’imposta 2025, quella che, per intenderci, viene comunemente chiamata CU 2026 e che attesta i redditi percepiti dai contribuenti nel corso dello scorso anno. All’atto dell’apertura del portale, sono state rese disponibili ben 26.723.939 certificazioni, un numero che dà la misura dell’enorme mole di lavoro che caratterizza questo periodo per l’ente previdenziale, chiamato a gestire i dati fiscali di milioni di cittadini tra pensionati, lavoratori dipendenti e percettori di prestazioni assistenziali. La pubblicazione del documento, come noto, rappresenta un passaggio obbligato per consentire la successiva dichiarazione dei redditi, che sia essa tramite il modello 730 o il modello Redditi, e per permettere ai contribuenti di verificare la correttezza delle ritenute operate.
Per ottenere il documento, i cittadini possono scegliere tra molteplici canali, sia digitali che tradizionali, a conferma di una strategia dell’Istituto volta a semplificare l’accesso ai servizi fiscali. La via principale resta naturalmente il portale web dell’INPS: accedendo alla propria area personale MyINPS con le credenziali digitali, che possono essere SPID, CIE, CNS o eIDAS, ci si deve dirigere verso la sezione “I tuoi servizi e strumenti”, quindi cliccare su “Servizi fiscali e pagamenti ricevuti da INPS” e infine selezionare la voce “Certificazione Unica 2026”. I pensionati, che rappresentano una quota rilevante degli assistiti, possono scaricare la certificazione anche attraverso il servizio “Cedolino della pensione”, senza dover seguire percorsi diversi. A questi strumenti si aggiunge l’app “INPS Mobile”, scaricabile su dispositivi Android e iOS, che consente di visualizzare e scaricare il documento con la medesima facilità con cui si consulta un estratto conto.
Le modalità alternative per chi non utilizza il web e l’integrazione con gli altri enti
Non tutti, però, hanno familiarità con gli strumenti informatici o, più semplicemente, possono incontrare difficoltà nell’accesso autonomo al portale. Per questo motivo, l’INPS ha conservato e potenziato i canali cosiddetti tradizionali, che prevedono l’assistenza di operatori o di intermediari specializzati. Ci si può rivolgere, ad esempio, ai patronati e ai Centri di assistenza fiscale, i quali offrono un supporto gratuito per la ricezione e la stampa della certificazione. In alternativa, è possibile inviare una richiesta tramite Posta elettronica certificata all’indirizzo [email protected], avendo cura di allegare una copia del documento d’identità: la CU verrà successivamente recapitata all’indirizzo di posta elettronica dal quale è partita la richiesta. Per le urgenze o per chi preferisce il contatto vocale, sono attivi il numero verde 800 434320 e il Contact Center al numero 803 164, quest’ultimo gratuito da rete fissa, oppure il 06 164164 per le chiamate da cellulare.
Parallelamente all’operato dell’INPS, va ricordato che anche l’INAIL rilascerà la propria Certificazione Unica a partire dal 16 marzo, rivolta a quei soggetti che hanno ricevuto dall’Istituto somme imponibili nel corso del 2025, ad esempio per rendite da infortunio o malattie professionali. Si tratta di un adempimento distinto ma complementare, poiché entrambi i documenti confluiranno poi nella dichiarazione dei redditi precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. L’obbligo di consegna, per tutti i sostituti d’imposta inclusi i datori di lavoro privati e le pubbliche amministrazioni, scade improrogabilmente il 16 marzo, termine entro il quale il modello sintetico deve essere consegnato al percettore delle somme e quello ordinario trasmesso in via telematica all’Agenzia delle Entrate.
Le novità fiscali integrate nella certificazione di quest’anno
La Certificazione Unica 2026 non si limita a riepilogare i redditi erogati e le ritenute subite, ma recepisce anche una serie di aggiornamenti normativi che hanno caratterizzato il 2025. Tra questi, trovano spazio le misure legate al taglio del cuneo fiscale, che si traducono in una ulteriore detrazione per i lavoratori dipendenti con redditi complessivi non superiori a quarantamila euro lordi, mentre per coloro che rientrano nella fascia fino a ventimila euro è previsto un riconoscimento fino a 960 euro che non concorre alla formazione del reddito imponibile. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle agevolazioni per i lavoratori che hanno accettato un impiego a tempo indeterminato nel 2025 trasferendo la residenza a oltre cento chilometri di distanza: in questi casi, alcune somme anticipate dal datore di lavoro per canoni di locazione o manutenzioni non saranno tassate fino a concorrenza di cinquemila euro.
Il modello recepisce inoltre le modifiche in materia di tassazione delle mance per i lavoratori del comparto turistico-alberghiero, con un innalzamento dell’importo soggetto a tassazione sostitutiva, e introduce una disciplina specifica per i compensi da lavoro straordinario degli infermieri dipendenti dal Servizio sanitario nazionale, soggetti a una imposta sostitutiva del cinque per cento. Non mancano, infine, gli adeguamenti relativi alla riorganizzazione del lavoro sportivo e alle tutele per i comparti sicurezza e difesa, tutti elementi che rendono la CU 2026 un documento assai più complesso e dettagliato rispetto alla semplice somma di stipendi e pensioni.
I soggetti coinvolti e l’importanza della comunicazione dei familiari a carico
La platea dei destinatari della Certificazione Unica rilasciata dall’INPS è piuttosto eterogenea e include non solo i pensionati, categoria storicamente legata all’Istituto, ma anche coloro che hanno percepito prestazioni a sostegno del reddito come la disoccupazione, la mobilità o la cassa integrazione, oltre ai lavoratori dipendenti i cui datori di lavoro si sono avvalsi della procedura di conguaglio tramite l’ente previdenziale. In tutti questi casi, l’INPS agisce in qualità di sostituto d’imposta, operando le ritenute Irpef direttamente sulle somme erogate e versandole all’Erario, per poi certificare l’intero ammontare dei redditi corrisposti e delle ritenute effettuate.
Proprio in virtù di questo ruolo, l’Istituto ha più volte sottolineato l’importanza di comunicare tempestivamente i dati relativi ai familiari a carico, un adempimento che resta obbligatorio anche per coloro che già percepiscono l’Assegno Unico Universale per i figli. La comunicazione, da effettuarsi tramite il servizio online dedicato sul portale INPS, consente all’Istituto di predisporre una certificazione completa del prospetto dei familiari, evitando così errori o omissioni che potrebbero poi riverberarsi sulla dichiarazione precompilata dell’anno successivo. Per i contribuenti che invece desiderano applicare una maggiore aliquota Irpef o rinunciare a determinate detrazioni, la procedura di richiesta, se non già inoltrata nello scorso autunno, deve essere gestita separatamente e comunque prima della chiusura dell’anno fiscale, per consentire all’INPS di adeguare le trattenute mensili.




