La docu-serie Netflix su Alberto Genovese e i festini di "Terrazza sentimento"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Netflix, dopo aver esplorato il caso di Yara Gambirasio, volge ora lo sguardo verso un altro oscuro capitolo della cronaca italiana, trasformando in una docu-serie di tre puntate la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto Alberto Genovese. L'imprenditore, noto per aver fondato il sito Facile.it e spesso celebrato come un genio del digitale, fu travolto dalle indagini per aver drogato e violentato una modella diciottenne durante una festa che si svolse nel suo attico milanese, un luogo che egli stesso aveva battezzato, con un'espressione divenuta tristemente celebre, "Terrazza sentimento". La piattaforma di streaming, fissando la data di uscita al 5 novembre, ricostruisce dunque non solo la dinamica processuale ma anche quel contesto sociale, tipicamente meneghino, in cui le notti, colme di sostanze stupefacenti e di violenza, si consumavano in un'atmosfera di apparente normalità.
Il racconto di un mondo parallelo
La narrazione, che si avvarrà della scrittura di Alessandro Garramone con Davide Bandiera e Annalisa Reggi e della regia di Nicola Prosatore, promette di addentrarsi nelle pieghe di una Milano che, dietro la facciata del successo imprenditoriale e dei soldi a palate, nascondeva una faccia ben più deteriora. Quel superattico di trecento metri quadri con vista sul Duomo, simbolo di un raggiunto status sociale, diventò infatti il palcoscenico di folli serate, caratterizzate da fiumi di droga – cocaina e ketamina in particolare – e da dinamiche di potere che, inevitabilmente, sfociavano in abusi. La docu-serie, articolandosi in tre episodi, si propone di analizzare proprio questo humus, questo substrato culturale che permetteva il perpetuarsi di certi rituali, concentrandosi sugli avvenimenti che portarono alla luce una realtà fino a quel momento sommersa.
La ricostruzione dei fatti di cronaca
Al centro della vicenda, come documentato dalle indagini e dal successivo processo, vi è l'aggressione ai danni della giovane modella, la quale, durante una di quelle feste, fu drogata e violentata. L'imprenditore, descritto da alcuni come "irriconoscibile, quasi trasfigurato, prosciugato dal veleno" in quel periodo, finì in manette nell'autunno del 2020, un evento che occupò a lungo le pagine dei giornali, scuotendo l'opinione pubblica. La docu-serie, stando alle anticipazioni, ripercorrerà meticolosamente il iter giudiziario, evitando però di scadere nel sensazionalismo e mantenendo un tono rispettoso verso le persone coinvolte, in special modo la vittima, senza fornire dettagli espliciti non necessari alla comprensione dei fatti.
Oltre il singolo caso
Quello che emerge dalla promozione di "Terrazza Sentimento" è l'intento di andare oltre la semplice cronaca nera, tentando di dipingere un affresco più ampio di un'epoca e di un ambiente sociale preciso. La serie non si limita a raccontare la storia di un individuo e delle sue perversioni, ma sembra voler indagare il sistema di valori, le connivenze e le omertà che resero possibili certe derive. La Milano della "digital economy" e delle startup, spesso ritratta come un mondo dinamico e all'avanguardia, viene qui mostrata anche nel suo lato più buio, dove il denaro e l'influenza potevano creare una pericolosa illusione di impunità, fino a quando la giustizia non è intervenuta a interrompere quella spirale.




