Vomito indotto e lassativi: il gip ordina il processo per Emanuela Maccarani
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Redazione Sport
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Una "pluralità di condotte" ritenute penalmente rilevanti ha portato il gip del Tribunale di Monza, Angela Colella, a disporre l’imputazione coatta per Emanuela Maccarani, ex direttrice tecnica della nazionale italiana di ginnastica ritmica, già rimossa dall’incarico. La decisione arriva nonostante la Procura di Monza avesse inizialmente richiesto l’archiviazione del caso. La giudice ha evidenziato come le prove raccolte siano sufficienti a sostenere l’accusa di maltrattamenti, includendo anche la possibilità di contestare l’aggravante delle lesioni, sia fisiche che psicologiche, subite dalle atlete.
Tra le condotte emerse, spiccano quelle legate a un controllo ossessivo del peso delle ginnaste, spesso giovanissime, con metodi che avrebbero incluso l’induzione del vomito e l’uso massiccio di lassativi. La giudice ha sottolineato come Maccarani, pur essendo a conoscenza di situazioni di rischio già verificatesi in passato, non abbia garantito un adeguato supporto nutrizionale e psicologico, né abbia adottato misure preventive per evitare il ripetersi di pratiche dannose.
L’inchiesta, avviata dopo le denunce di due ex atlete della nazionale, le cosiddette "Farfalle", ha portato alla luce un sistema di pressioni psicologiche e vessazioni, spesso legate a una maniacale attenzione alla forma fisica. Le giovani ginnaste, secondo quanto emerso, sarebbero state sottoposte a umiliazioni sistematiche, con conseguenze anche sul loro rapporto con il cibo.
La decisione del gip apre ora la strada a una nuova udienza preliminare e a una possibile richiesta di rinvio a giudizio per Maccarani, che rischia di dover affrontare un processo per maltrattamenti. La giudice Colella ha ritenuto penalmente rilevanti non solo gli insulti e le vessazioni, ma anche le condotte omissive, come la mancata gestione di situazioni già note e potenzialmente pericolose per la salute delle atlete.




