Weekend al cinema, da L'estranea a Mammina: otto film tra horror e inchieste

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Otto titoli compongono il panorama delle uscite cinematografiche del fine settimana, un insieme che attraversa generi e atmosfere senza un filo conduttore preciso. Si passa dal dramma sentimentale al mistero familiare, dal viaggio on the road alla competizione lavorativa, fino a due produzioni internazionali che guardano all'orrore e al giornalismo d'inchiesta. Tra queste, spicca il film designato a rappresentare l'Italia nella corsa agli Oscar.

L'estranea, il viaggio di Strippoli da Venezia a Hollywood

C'è un film che, prima ancora di arrivare nelle sale, ha già percorso una traiettoria internazionale di tutto rispetto. L'estranea, diretto da Paolo Strippoli e scritto con Salvatore De Chirico, arriva al cinema l'8 ottobre distribuito da 01 Distribution dopo il passaggio in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. In laguna ha vinto il Premio ARCA CinemaGiovani come miglior film italiano, mentre a Toronto ha conquistato il secondo posto del People's Choice Midnight Madness Award, un risultato che ha pochi precedenti per una pellicola italiana.

Il 23 settembre il Comitato di selezione dell'ANICA lo ha designato come film italiano candidato agli Oscar nella categoria International Feature Film. La motivazione ufficiale parla di un'opera «nuova, di genere, di un giovane autore» apprezzata dalla critica nazionale e internazionale. Il regista, 33 anni, ha commentato la scelta definendola «molto inaspettata e molto coraggiosa», sottolineando come sia raro che un film con venature horror e thriller riceva un riconoscimento del genere.

La pellicola, ambientata tra la Bari degli anni Novanta e la Roma contemporanea, ruota attorno a un patto stretto vent'anni prima da Anna, interpretata da Jasmine Trinca, con una misteriosa figura femminile. Nel cast figurano anche Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi nei panni dell'estranea.

Mammina, il doppio volto di Jessica Chastain

Sul fronte internazionale, Mammina porta in sala un horror diretto da Rob Savage, regista già noto per Host e The Boogeyman, prodotto da James Wan attraverso Blumhouse Atomic Monster. Tratto dal romanzo L'altra mamma di Josh Malerman, il film ruota attorno a Bela, una bambina di sette anni che instaura un rapporto con un'entità oscura capace di assumere le sembianze della madre. Jessica Chastain interpreta il doppio ruolo della genitrice e della creatura, in un meccanismo che gioca sull'ambiguità e sulla perdita di riferimenti.

Nel cast anche Jay Duplass, Dichen Lachman, Arian Moayed e Karen Allen. La durata è di 94 minuti.

Il regista costruisce la vicenda quasi interamente dal punto di vista della protagonista bambina, interpretata da Arabella Olivia Clark, scelta sulla quale poggia l'intero impianto narrativo. La creatura che Bela chiama «Altra Mamma» offre inizialmente una presenza materna apparentemente ideale, salvo poi rivelare una natura sempre più minacciosa. L'orrore, in questo caso, non arriva dall'esterno ma si insinua nelle crepe di una famiglia già scossa da conflitti coniugali.

The Social, Sorkin torna su Facebook

Aaron Sorkin, sedici anni dopo aver scritto The Social Network, torna sui meccanismi del social network più celebre al mondo con The Social - Il prezzo della verità, di cui firma anche la regia. Il film ricostruisce la vicenda di Frances Haugen, l'ingegnera di Facebook interpretata da Mikey Madison che nel 2021 consegnò al Wall Street Journal decine di migliaia di pagine di documenti interni.

Da quel materiale nacque l'inchiesta passata alla storia come Facebook Files, che portò alla luce come l'algoritmo della piattaforma premiasse i contenuti capaci di generare rabbia e polarizzazione per massimizzare l'engagement.

Nel cast Jeremy Allen White interpreta il giornalista Jeff Horwitz, mentre Jeremy Strong veste i panni di Mark Zuckerberg. La sceneggiatura nasce da due libri firmati dai protagonisti reali della vicenda, The Power of One della stessa Haugen e Broken Code di Horwitz. Sorkin rifiuta l'etichetta di sequel e preferisce parlare di opera complementare al film del 2010, spostando il focus dalla nascita della piattaforma alle conseguenze del suo funzionamento.

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