Concordato preventivo biennale, il governo corre ai ripari
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il concordato preventivo biennale, strumento ideato per congelare le tasse e i controlli per due anni, ha registrato un'adesione inferiore alle aspettative, con solo il 23% delle partite IVA che hanno deciso di aderire entro la scadenza del 31 ottobre. Il governo, consapevole del flop iniziale, sta già valutando una riapertura dei termini per permettere a più contribuenti di usufruire di questa misura.
Nonostante le richieste di proroga da parte delle associazioni di commercialisti, tra cui Anc, Andoc, Fiddoc e Unico, il governo ha mantenuto ferma la scadenza, provocando uno sciopero che durerà fino al 7 novembre. Le associazioni sostengono che una proroga sia indispensabile per fornire adeguata informazione alle imprese interessate e permettere loro di valutare l'adesione al concordato.
Nel frattempo, è iniziata la fase due del concordato preventivo biennale. Entro il 2 dicembre, coloro che hanno sottoscritto il patto con il fisco dovranno versare l’acconto con il metodo storico in versione maggiorata o, in alternativa, con quello previsionale, che dovrà già tenere in considerazione il nuovo reddito patteggiato con l’Agenzia delle Entrate per il 2024.
Confartigianato, per voce del suo Presidente Marco Granelli, ha ribadito la necessità di una proroga del termine, sottolineando l'importanza di dare alle imprese il tempo necessario per valutare e decidere l'adesione al concordato preventivo.




