Tragico incendio a Cornaredo, ipotesi dolo: perse tre vite

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte scorsa, un silenzio innaturale è calato su via Fratelli Cairoli a Cornaredo, spezzato soltanto dal crepitio delle fiamme e dalle sirene dei soccorsi. Un incendio divampato all’alba, poco dopo le 4.30, in un appartamento al primo piano di un condominio di sei piani ha strappato alla vita tre persone: un uomo di 87 anni, sua moglie ottantenne e il loro figlio di 55 anni. Le fiamme, che si sono sviluppate con una violenza e una rapidità anomale, hanno costretto i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Corsico a evacuare l’intero stabile, costringendo una sessantina di residenti a trovare rifugio presso parenti o strutture comunali.

I primi rilievi e il sospetto

Quel che rimane dell’appartamento, ormai sigillato, racconta una storia di distruzione che gli investigatori stanno pazientemente decifrando. Il nucleo investigativo dei vigili del fuoco, durante i primi rilievi, ha rinvenuto tracce inequivocabili di una sostanza accelerante, probabilmente benzina o alcol, nella stanza da letto del figlio cinquantacinquenne. La presenza di un liquido infiammabile, che avrebbe permesso al rogo di propagarsi in pochi, drammatici secondi, legittima ormai l’ipotesi di un gesto volontario, gettando un’ombra cupa su una tragedia già di per sé sconvolgente.

La dinamica e le ultime parole

La sequenza degli eventi, sebbene ancora da ricostruire nei dettagli, comincia a delinearsi con precisione macabra. Le fiamme sono partite proprio dal letto del figlio, Carlo Laria, avvolgendolo senza lasciargli scampo. Suo padre, Benito, nonostante l’età avanzata, è riuscito a uscire dall’appartamento in fiamme per lanciare un disperato appello a un vicino. Le sue ultime parole, «Aiuto, mio figlio sta bruciando», rappresentano una testimonianza agghiacciante di un tentativo estremo di salvataggio, che si è concluso con la sua morte e con quella della moglie, probabilmente nel vano tentativo di trarla in salvo.

Il profilo e le indagini in corso

Attorno alla figura del figlio cinquantaquattrenne si concentrano ora le attenzioni degli inquirenti. Dai colloqui con i conoscenti e dai sussurri che circolano rispettosamente tra i residenti temporaneamente sfollati, emerge un passato segnato da profonda sofferenza. L’uomo, stando a quanto si apprende, aveva già tentato in precedenza di togliersi la vita, un dettaglio che, se confermato, aggiunge un tassello cruciale alla comprensione di una vicenda la cui verità definitiva attende l’esito delle analisi di laboratorio sui reperti prelevati.

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