Putin accusa la Nato: i missili Tomahawk a Kiev segnano una nuova escalation

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente russo Vladimir Putin, nel corso di un incontro a Sochi, ha dichiarato che “tutti i Paesi della Nato sono in guerra con la Russia”, aggiungendo che il dispiegamento di missili Tomahawk a Kiev rappresenta l’inizio di “una nuova fase di escalation”. Secondo quanto da lui affermato, le potenze occidentali, le quali forniscono armamenti sempre più sofisticati all’Ucraina, non nasconderebbero il loro coinvolgimento diretto nel conflitto, giunto ormai al suo millletrecentodiciottesimo giorno.

L'impossibilità di piani offensivi russi contro la Nato

Putin ha quindi ribadito con forza l’impossibilità che Mosca possa aver mai concepito piani offensivi contro l’Alleanza Atlantica, definendo “pura fantasia” tutte le ipotesi che dipingono una Russia aggressiva. Le élite al comando in Europa, ha affermato il leader del Cremlino, starebbero alimentando inutilmente un clima di isteria, mentre la sua nazione agirebbe esclusivamente per “preservare la propria sicurezza”.

Contromisure alla militarizzazione europea

Dinanzi a quanto emerso dal recente Consiglio europeo informale di Copenaghen, che ha discusso ulteriori misure di supporto a Kiev, si è poi interrogato sulla necessità di “adottare contromisure alla militarizzazione europea”, lasciando intendere una prossima risposta di Mosca.

Il riferimento a Donald Trump e il deterioramento delle relazioni

In un passaggio del suo intervento, il presidente ha sostenuto che il conflitto “avrebbe potuto essere evitato” se l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump non fosse stato estromesso dal potere in quel frangente. Una dichiarazione, questa, che getta un’ombra sulle già compromesse relazioni bilaterali, ulteriormente deteriorate, a suo dire, proprio dalla decisione di schierare i missili a lungo raggio. “Questo danneggerà le nostre relazioni anche con gli Stati Uniti”, ha concluso, senza tuttavia entrare nel dettaglio di possibili ritorsioni.

Un momento di riflessione letteraria

Durante l’incontro, caratterizzato da un tono volutamente colloquiale, Putin ha mostrato un libro di poesie di Aleksandr Pushkin, leggendo alcuni versi dell’“Anniversario di Borodino” e commentando come l’opera, nonostante l’antichità, sembri scritta “ieri”. Un momento di riflessione letteraria che ha offerto uno spaccato inedito, mentre sulle questioni geopolitiche le sue parole sono parse un monito preciso, volto a delineare i contorni di una contrapposizione sempre più netta e pericolosa.

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