Matilda De Angelis e la gaffe Rai sulle Olimpiadi: "Chiamatemi Mariah"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La telecronaca Rai della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, trasmessa dallo stadio San Siro, è finita sotto la lente d’ingrandimento per una serie di imprecisioni che hanno rapidamente travalicato i confini del dibattito sportivo, trasformandosi in un caso mediatico. Tra gli episidi più singolari, che ha sollevato un sorriso ironico più che le polemiche, c’è stato lo scambio, da parte del direttore di RaiSport Paolo Petrecca, tra l’attrice Matilda De Angelis e la cantante statunitense Mariah Carey. Un equivoco curioso, considerando le differenze tra le due artiste, al quale la stessa De Angelis ha replicato sui social con autoironia, scrivendo di essere pronta a dividersi i diritti d’autore con la celebre interprete di “All I Want for Christmas Is You”.

La bufera sulle inesattezze in diretta

Quella pronuncia errata, per quanto lieve nel tono della reazione, si è inserita in un contesto di critiche molto più aspre rivolte alla conduzione dell’evento, accusata di numerosi e ripetuti “sfondoni” che ne avrebbero minato la professionalità. Il conduttore, chiamato in extremis a sostituire il collega Auro Bulbarelli dopo il cosiddetto “Bulbarelli gate” – legato all’anticipazione di un dettaglio riservato sulla cerimonia – ha commesso altri errori, come dare il benvenuto allo “stadio Olimpico” invece che a San Siro, in un clima già teso per le polemiche dei giorni precedenti. La diretta, sebbene abbia ottenuto un ampissimo successo di ascolti, attirando davanti al televisore oltre nove milioni di persone, è stata dunque segnata da una performance considerata da molti inadeguata all’importanza dell’occasione.

La censura del comunicato sindacale

A complicare ulteriormente la posizione della Rai è intervenuta la decisione di non diffondere un comunicato del sindacato Usigrai, che rappresenta i giornalisti dell’azienda. Nel testo, il sindacato denunciava pesanti mancanze nel servizio offerto durante la cerimonia e chiedeva ai vertici aziendali di assumersi le proprie responsabilità per quanto accaduto, in nome della credibilità e della dignità del servizio pubblico e di chi vi lavora. La mancata pubblicazione di quella nota è stata a sua volta bollata dall’Usigrai come un “comportamento antisindacale”, aggiungendo un altro tassello di polemica al caso e sollevando interrogativi sulla trasparenza interna.

Il silenzio sulle altre figure

Mentre le critiche politiche e sindacali si concentravano sulla telecronaca e sulla gestione della vicenda, è rimasto invece avvolto nel silenzio, come riportato, ogni riferimento ad altre eventuali gaffe che avrebbero coinvolto personalità di spicco della serata. L’attenzione dell’establishment e dei media, in altre parole, si è polarizzata sull’operato del conduttore e sulla reazione dell’azienda, lasciando in secondo piano altri possibili episodi. La cerimonia, che ha visto tra l’altro la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’apertura ufficiale e una visita al Cenacolo vinciano da parte del vice del presidente degli Stati Uniti, è così passata alla cronaca più per le vicende di produzione che per i suoi contenuti sportivi o istituzionali.

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