La torcia olimpica accende la periferia, Milano si prepara al suo arrivo in Duomo
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Redazione Sport
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È con la prima luce del 5 febbraio che il simbolo più puro dei Giochi ha iniziato a riscaldare l’aria fredda della pianura, partendo da Sesto San Giovanni, un tempo cuore industriale della nazione e oggi palcoscenico di un nuovo inizio. In quelle strade, dove il passato manifatturiero dialoga con un presente in attesa dell’evento, la fiamma ha compiuto i suoi primi passi, passando di mano in mano tra tedofori la cui emozione si rifletteva negli occhi di chi, affacciato ai lati del percorso, ha voluto festeggiare un momento già storico. Bambini delle scuole con le bandierine, famiglie, semplici curiosi: molti di loro, radunati fin dalle prime ore, hanno creato un cordone colorato e festante, un fiume umano che ha accompagnato il lento procedere del corteo, dimostrando come l’attesa per l’evento abbia ormai superato i confini del centro cittadino per permeare l’intero hinterland.
Il lungo percorso attraverso i comuni della cintura
Il viaggio della penultima tappa, la numero sessanta dell’intero itinerario nazionale, ha disegnato una linea ideale che dalla “città delle fabbriche” si è diretta verso il cuore di Milano, toccando una serie di centri fondamentali per la vita quotidiana della metropoli. Dopo Sesto, il testimone luminoso ha infatti raggiunto Cologno Monzese, per poi scivolare verso Vimodrone e Segrate, in un susseguirsi di passaggi di consegna che hanno unito persone e luoghi in un unico, breve racconto di sport e attesa. Il percorso, studiato per valorizzare non solo la città ospitante ma l’intero territorio che la circonda, ha incluso anche Pioltello e San Donato Milanese, dove la torcia ha fatto ingresso nella sede di una delle aziende partner dell’evento, sottolineando quel legame tra impresa, territorio e valori olimpici che ha caratterizzato gran parte del viaggio della fiamma attraverso il paese.
L’ingresso in città e l’attesa per la cerimonia
Nel primo pomeriggio, superato il confine comunale, la fiaccola ha varcato ufficialmente la soglia di Milano, offrendo uno spettacolo in movimento a chi ha avuto la fortuna di incrociarne il passaggio. Il suo itinerario l’ha portata a transitare proprio dal villaggio olimpico, cuore pulsante dell’organizzazione dove atleti e delegazioni si stanno preparando all’appuntamento, per poi snodarsi attraverso alcuni dei luoghi più emblematici della vita cittadina. Da piazza Buonarroti allo skyline di City Life, dalla basilica di Sant’Ambrogio, custode della storia milanese, alle Colonne di San Lorenzo, punto di ritrovo per generazioni, il cammino è stato una progressiva assimilazione dello spirito della città. L’ultimo tratto, attraverso Porta Venezia e piazza San Babila, ha funzionato come un crescendo, preparando la scena per l’arrivo trionfale in piazza del Duomo, previsto per le diciannove e trenta, quando la cattedrale gotica farà da sfondo all’ultimo cambio della giornata.
La macchina organizzativa e il countdown finale
Mentre la torcia completava il suo tour, l’attenzione si spostava già verso lo stadio di San Siro, teatro della cerimonia inaugurale in programma il giorno successivo. Lì, lontano dai riflettori del percorso, tecnici e organizzatori erano impegnati nelle ultime, frenetiche prove, sistemando dettagli e coordinando i grandi numeri di uno spettacolo che coinvolge centinaia di performer. L’arrivo della fiamma in città rappresenta, del resto, il segnale più tangibile che i Giochi non sono più un’idea in divenire ma una realtà imminente. L’intero viaggio del simbolo olimpico, iniziato mesi fa e che ha attraversato tutte le regioni italiane vedendo protagonisti oltre diecimila tedofori, molti dei quali legati alle realtà aziendali partner, trova ora il suo approdo naturale nell’area metropolitana milanese, pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia.




