Il dibattito sul terzo mandato per sindaci e governatori si intensifica in Italia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il centrodestra italiano sta cercando una mediazione per evitare un voto in Senato sull'emendamento della Lega che aumenterebbe da due a tre il limite dei mandati per i governatori. Domani, martedì 20 febbraio, è previsto un vertice tra le delegazioni di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. All'ordine del giorno ci sono l'accordo per le elezioni regionali in Basilicata, Umbria e Piemonte e, ovviamente, la questione del terzo mandato che sta creando tensioni tra gli alleati del governo.
Il braccio di ferro tra Meloni e Salvini
La questione del terzo mandato sta creando un braccio di ferro tra la premier e leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il leader della Lega, Matteo Salvini. Le conseguenze politiche di questa disputa potrebbero andare ben oltre le future elezioni regionali e potrebbero riaprire molti giochi politici. Il destino di questa questione sarà deciso giovedì, quando al Senato si voterà il decreto Election Day, sul quale la Lega ha presentato un emendamento, non gradito alla Meloni, per permettere il terzo mandato a sindaci e governatori in scadenza.
La posizione della Lega e del Pd
La Lega rimane in trincea contro il resto della maggioranza e il Partito Democratico (Pd) è diviso sul terzo mandato per sindaci e governatori. Nonostante le parole distensive del vicepremier Matteo Salvini, i senatori del Carroccio hanno fatto sapere che non intendono per ora ritirare l’emendamento diretto a triplicare le elezioni al vertice degli enti locali.
La richiesta dei sindaci dem
Oggi i sindaci dem, con in testa il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, si presentano alla direzione del Nazareno con un ordine del giorno in cui "si chiede l’eliminazione del vincolo dei mandati" per gli amministratori e di "dare mandato ai parlamentari del Pd di perorare" tale indicazione. Questa mossa potrebbe creare ulteriori divisioni all'interno del Pd.




