Bayern-Real e Arsenal-Sporting, le formazioni ufficiali dei quarti: Arbeloa si affida a Bellingham e Brahim Diaz
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Redazione Sport
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È la serata che decreta le ultime due semifinaliste della massima competizione europea, e i riflettori, come prevedibile, si accendono su due palcoscenici molto diversi ma ugualmente affascinanti. Da un lato l’Allianz Arena, dove il Bayern Monaco ospita il Real Madrid forte del 2-1 conquistato all’andata al Bernabeu -7; dall’altro l’Emirates Stadium, con l’Arsenal chiamato a difendere il sottile margine di un gol – firmato da Kai Havertz in pieno recupero – rifilato allo Sporting Lisbona. Una partita, quella inglese, che sulla carta sembra più equilibrata di quanto non dica il punteggio, mentre in Baviera i padroni di casa, forti di una vittoria pesante ottenuta in trasferta, cercano di gestire un vantaggio che, per quanto minimo, cambia radicalmente l’approccio tattico della doppia sfida.
Le scelte di Arbeloa e Kompany per la rimonta
Alvaro Arbeloa, tecnico del Real Madrid, non ha voluto lasciare nulla al caso nella formazione che cercherà l’impresa in terra tedesca. Il tema, neanche a dirlo, era capire se avrebbe rispolverato i big dall’inizio, e la risposta è arrivata puntuale: Jude Bellingham torna titolare nel cuore del centrocampo, supportato dalla qualità di Brahim Diaz, schierato dal 1′ insieme a Vinicius e all’implacabile Mbappé. Il modulo, un 4-4-2 o un 4-3-3 a seconda della fase di gioco, vede Lunin tra i pali protetto da una difesa che schiera Alexander-Arnold, Militao, Rudiger e Mendy. A centrocampo, completano il reparto Valverde e Arda Guler, con l’obbligo di fornire palloni giocabili al tridente offensivo. Dall’altra parte, Vincent Kompany punta sulla continuità, confermando lo stesso undici che ha sbancato Madrid: Neuer in porta, con Stanisic, Upamecano, Tah e Laimer a comporre la retroguardia; Kimmich e Pavlovic in mediana, mentre davanti Kane cerca il gol che chiuderebbe definitivamente i conti, supportato da Olise, Gnabry e Luis Diaz.
L’Arsenal ritrova Gyokeres, lo Sporting affida le chiavi a Suarez
Spostandoci a Londra, Mikel Arteta ha dovuto fare i conti con qualche assenza pesante ma ha trovato le contromisure giuste per blindare l’Emirates. Il suo Arsenal si presenta con il solito 4-2-3-1: Raya è l’estremo difensore; la linea a quattro è composta da Mosquera, Saliba, Gabriel e Hincapié. A centrocampo, il controllo è affidato alla fisicità di Zubimendi e Rice, mentre la fantasia è delegata al terzetto composto da Madueke, Eze e Martinelli. La grande novità, o forse no visto il momento di forma, è la presenza di Gyokeres come punta centrale, l’uomo che deve fare male a una difesa lusitana che conosce fin troppo bene i pericoli. Dall’altro lato, lo Sporting Lisbona di Rui Borges non molla la presa e scende in campo con il piglio di chi ha nulla da perdere. Silva difende i pali, con Quaresma, Diomande, Inacio e Araujo a proteggere l’area; Hjulmand e Morita agiscono in mediana, mentre alle spalle dell’unica punta, Suarez, agiranno Catamo, Trincao e Goncalves pronti a sfruttare ogni spazio lasciato dagli inglesi.
I precedenti e il peso specifico delle assenze
Se il Real Madrid spera nella cosiddetta “notti magiche” – quelle in cui la storia e la maglia pesano più della forma fisica – la realtà dei fatti dice che i blancos, ultimamente, hanno mostrato qualche segnale di cedimento preoccupante. La squadra di Arbeloa non sta attraversando un periodo brillante neppure in campionato, e proprio per questo la Champions rappresenta una sorta di ancora di salvezza stagionale. Per i bavaresi, invece, l’obiettivo è chiaro: non ripetere gli errori dell’andata dove, nonostante la vittoria, hanno concesso troppo spazio a un avversario che ha dimostrato di saper colpire. Nel frattempo, a Londra, l’atmosfera è tesissima, considerando che i Gunners hanno già perso qualche pezzo per strada nelle competizioni domestiche e questa coppa è diventata una priorità assoluta. Le scelte di formazione ufficiali, insomma, raccontano di due partite che si preannunciano tattiche, fisiche e nervose, con pochissimo spazio per la noia.




