Vincenzo Schettini: "Il mio coming out a 19 anni fu una bomba in casa"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La storia di Vincenzo Schettini, che il pubblico conosce per la chioma d'argento e per la sua abilità nel rendere accessibili i concetti scientifici più complessi, affonda le radici in un passato personale segnato da un momento di rottura. Il divulgatore, oggi presenza consolidata prima sul web e poi in televisione, ricostruisce infatti gli anni della giovinezza, quelli in cui – come ammette – non riusciva a essere pienamente se stesso, sentendosi costretto a seguire un copione sociale che osservava nei coetanei, i quali, a differenza sua, si fidanzavano con delle ragazze.
La confessione che cambiò tutto
Fu all'età di diciannove anni, dopo essersi innamorato per la prima volta di un ragazzo, che Schettini decise di fare coming out con la propria famiglia, un gesto di verità che lui stesso descrive, usando una metafora di potente immediatezza, come l'esplosione di "una bomba in casa". L'accoglienza, per quanto non tradotta in un allontanamento affettivo, fu talmente traumatica e carica di tensione da spingere il giovane Vincenzo a provare, quella stessa sera, un profondo pentimento per essersi aperto, nonostante la consapevolezza che l'amore dei genitori nei suoi confronti non venne mai meno.
Il peso di una verità nascosta
Quell'episodio, raccontato nel corso di un'intervista televisiva, delinea un ritratto di sofferenza e di attesa, dove la libertà personale si scontrava con le aspettative e, forse, con la mancata preparazione di un ambiente familiare che non seppe gestire la rivelazione. Schettini, il quale oggi parla di quegli eventi con il distacco che gli anni conferiscono, sottolinea come la sua esistenza fosse preceduta da un periodo di auto-imposizione, durante il quale si convinceva di dover forzatamente emulare i comportamenti eterosessuali degli amici, vivendo quindi una dualità stridente tra l'apparenza pubblica e l'identità privata.
Una riconciliazione arrivata con il tempo
Il racconto, però, non si ferma alla ferita iniziale, ma trova il suo epilogo – emotivo e simbolico – a distanza di ben venticinque anni da quel giorno turbolento. In occasione del settantesimo compleanno del padre, infatti, accadde un fatto inaspettato e commovente: prima di spegnere le candeline sulla torta, l'uomo si rivolse al figlio per chiedergli scusa, chiudendo un cerchio durato un quarto di secolo. Quel gesto di umanità e riconoscimento, arrivato dopo un tempo così lungo, rappresenta il sigillo su un percorso familiare faticoso, segnato da incomprensioni ma mai dall'abbandono, restituendo alla storia una dimensione di possibile riscatto e di pace ritrovata.




