Tra selfie reali e battute sulfuree, il Quirinale celebra la Siae tra artisti e intellettuali

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   “Aura”. È questa la parola, secca e senza fronzoli, che la cantante salentina Emma Marrone ha scelto per descrivere lo scatto pubblicato sui propri profili social, un’istantanea che la vede immortalata accanto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’occasione, ieri, era di quelle che capitano una volta ogni quasi secolo e mezzo: per la prima volta da quando esiste, la Società Italiana degli Autori ed Editori è stata ricevuta ufficialmente al Colle, in un incontro che ha trasformato i saloni del Quirinale in un palcoscenico diffuso di generazioni, talenti e, inevitabilmente, qualche gustosa battuta. Oltre a Emma, la delegazione – che comprendeva nomi come Madame, Angelina Mango, Clara e la rapper Anna Pepe, la quale non ha perso tempo nel ringraziare “Mr. President” per l’invito – ha portato nel cuore della politica una ventata di popolarità e quell’entusiasmo tipico di chi incontra il Capo dello Stato per la prima volta.

La poetica del premio Oscar e la convivenza difficile

Se i cantanti hanno giocato la carta dell’immagine e della spontaneità, toccava invece al regista premio Oscar Paolo Sorrentino alzare il livello della conversazione. E lui, da par suo, lo ha fatto con una frase che ha strappato applausi e risate tra i presenti, ma che nasconde un nocciolo amaro. “Se il mondo fosse abitato solo da lei e dagli artisti, presidente, vivremmo gioiosi e pacifici”, ha detto Sorrentino rivolgendosi a Mattarella, “ma purtroppo ci sono anche gli altri”. Una dichiarazione che è suonata come un omaggio, quasi una carezza intellettuale, ma che ha delimitato con precisione il confine tra la “bellezza” che l’arte tenta di raccontare – come ha aggiunto subito dopo il regista – e la durezza della realtà, fatta di compromessi e logiche che sfuggono al controllo di chi crea. Una chicca che ha riassunto in pochi secondi la tensione eterna tra l’ideale aristocratico della creatività e il caos della vita civile.

L’affetto delle dive e il “trend” dei selfie istituzionali

L’incontro, voluto per celebrare i 145 anni dell’ente di tutela del diritto d’autore, ha però assunto anche i tratti di un salotto familiare e sorridente. Se Emma sintetizzava l’atmosfera con quella parola, “Aura”, a fare davvero notizia sono stati gli exploit meno controllati: Gianna Nannini, con la sua grinta inconfondibile, ha letteralmente ‘assaltato’ il presidente piantandogli un bacio sulla guancia in un gesto di affetto del tutto inaspettato per la rigidità del protocollo. E poi l’esilarante fuori campo di Diego Bianchi, “Zoro”, che tra una risata e l’altra ha confessato a Mattarella quanto fosse rilassante partecipare a una cerimonia che non avesse a che fare con le consuete consultazioni per la crisi di governo, un lusso che nemmeno il Capo dello Stato – secondo il comico – deve potersi permettere spesso.

Il silenzio sugli “altri” e l’ombra della polemica

Non sono mancate le voci critiche, quelle che hanno letto nella battuta di Sorrentino – e nella retorica dell’evento – un tentativo di isolare l’arte in una bolla dorata. La frase sugli “altri” (probabilmente riferita alla politica, al mercato o alle masse non artiste) è stata rilanciata da più parti come il sintomo di una certa autoreferenzialità della cultura italiana, quella che spesso dimentica di chi quei prodotti culturali li paga o li subisce. Eppure, al di là delle provocazioni, la cronaca di mercoledì 13 maggio restituisce l’immagine di un potere (quello dello Stato) che cerca l’abbraccio del soft power (quello dell’intrattenimento), in un gioco di specchi dove ogni selfie vale una nomination e ogni dichiarazione diventa virale in pochi minuti.

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