La battuta di Diego Bianchi, il selfie con Anna Pepe e il bacio della Nannini: Mattarella e gli artisti al Quirinale per i 145 anni della Siae

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è stato un momento, nel corso della cerimonia per il 145° anniversario della Siae ospitata al Quirinale, in cui l’ironia ha scavalcato ogni pur sottile linea cerimoniale. Diego Bianchi, conduttore e autore televisivo noto per un certo humour graffiante, ha aperto il suo intervento con una battuta – “Si diverte anche lei” – che ha strappato un sorriso, anzi una risata, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un evento, quest’ultimo, tutt’altro che scontato nella cornice della più alta rappresentanza istituzionale, dove la misura e la compostezza regolano (e di norma imbrigliano) ogni gesto. E invece, tra gli applausi della platea, quella frase ha funzionato come una chiave capace di aprire una crepa leggera nella solennità della ricorrenza.

Un selfie virale e un bacio rock: i gesti che hanno fatto il giro del web

Se la battuta di Bianchi ha conquistato la sala, è stato un altro episodio – decisamente più contemporaneo – a dominare i social network nelle ore successive. Anna Pepe, rapper di 23 anni (il prossimo agosto), ha chiesto e ottenuto un selfie con Mattarella, pubblicandolo poi sul suo profilo Instagram. Quel singolo scatto ha superato abbondantemente i 570 mila like, un record assoluto per la sua pagina, trasformando l’incontro quirinalizio in un fenomeno da classifica virale. “Grazie Mr President”, ha scritto la giovane artista, mentre accanto a lei il capo dello Stato posava con una disponibilità che, bisogna dirlo, non è mai scontata in occasioni del genere. Poco distante, un’altra scena ha catturato l’attenzione dei presenti: Gianna Nannini, con il suo stile inconfondibile, ha letteralmente stampato un bacio sul presidente, senza che quest’ultimo mostrasse alcun segno di imbarazzo. Anzi.

La sorpresa di Sorrentino e il paradosso degli “altri”

A impreziosire ulteriormente il parterre degli interventi ci ha pensato Paolo Sorrentino. Il regista, rivolgendosi direttamente a Mattarella, ha confezionato una battuta sottile ma affilata: “Se il mondo fosse abitato solo da lei e dagli artisti, presidente, vivremmo gioiosi e pacifici, ma purtroppo ci sono anche gli altri”. Un’affermazione che, con leggerezza apparente, ha incastonato una verità scomoda in mezzo a una giornata di celebrazioni. Quella frase ha viaggiato – silenziosa ma rapida – tra le poltrone della sala, e ha fatto pensare. Perché l’arte, la musica, il cinema, hanno il potere di costruire ponti, ma il mondo reale è pieno di “altri”: quelli che quelle frequenze non le ascoltano, o le ascoltano male.

Un parterre di stelle e un incontro storico

Per la prima volta in quasi centoquarantacinque anni, la Società Italiana degli Autori ed Editori è stata ricevuta ufficialmente al Quirinale. E non è un dettaglio da poco. Tra i presenti, molti dei nomi che hanno segnato la cultura italiana degli ultimi decenni: Marco Bellocchio, Caterina Caselli, Francesca Comencini, Emma Dante, Giorgia, Fiamma Izzo, Luciano Ligabue, Madame, Angelina Mango, Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Melania Mazzucco e Maria Morricone. Tutti accomunati non solo dal proprio lavoro, ma da un’appartenenza – quella alla Siae – che per molto tempo è stata considerata burocratica e distante. Invece, ieri, quella distanza si è accorciata. Sorrentino ha detto una battuta sulla “gioia” e sulla pace, ma il vero sottotesto era un altro: gli artisti, quando si riuniscono, sono capaci di mettere in scena una versione più umana (e meno blindata) delle istituzioni. E Mattarella, tra un selfie e una risata, ha dimostrato di saperla ascoltare.

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