Ue, 1,4 miliardi dall'Ucraina dai profitti degli asset russi congelati: quinto trasferimento
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Redazione Esteri
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Una nuova tranche di risorse europee, pari a 1,4 miliardi di euro, è stata destinata all'Ucraina. Questi fondi provengono direttamente dagli interessi maturati sugli attivi della Banca centrale russa (CBR) che sono stati immobilizzati nell'Unione europea. Il trasferimento, perfezionato lo scorso 3 agosto, rappresenta il quinto di una serie di operazioni finanziarie che l'UE sta mettendo in campo per sostenere Kiev, utilizzando i profitti straordinari generati dai depositi di titoli russi detenuti presso i depositari centrali (CSD), in primis la belga Euroclear.
Le parole di von der Leyen e il contesto degli attacchi
L'annuncio, che giunge in un momento di particolare tensione sul campo, è arrivato direttamente dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. La dichiarazione è stata diffusa in concomitanza con le notizie relative ai pesanti bombardamenti russi che hanno colpito la capitale ucraina, Kiev, causando numerose vittime. "Ancora una volta – ha scritto von der Leyen sui suoi canali social – ci svegliamo con le notizie di atrocità orribili da parte della Russia attraverso i suoi attacchi aerei sull'Ucraina".
La presidente ha quindi ribadito il principio che guida questa operazione finanziaria, sottolineando come "la Russia deve pagare per la distruzione che ha causato".
Il meccanismo finanziario e le risorse per Kiev
Il meccanismo che permette questo flusso di denaro verso l'Ucraina si basa sugli interessi straordinari accumulati sui saldi di cassa derivanti dalle attività della Banca centrale russa che sono state bloccate nei depositari centrali di titoli dell'UE. Si tratta di ingenti somme, quantificabili in miliardi di euro, che vengono dirottate verso il sostegno militare e umanitario del paese invaso.
Questo trasferimento di 1,4 miliardi di euro, come si legge nella nota stampa della Commissione europea pubblicata il 5 agosto, arriva dopo la quarta tranche, erogata nel marzo del 2026, e conferma la volontà di Bruxelles di utilizzare in modo sistematico i proventi degli asset russi congelati per finanziare la resistenza ucraina. Il denaro, di fatto, proviene dai rendimenti generati dai capitali che restano fermi nei conti europei, un'operazione che trasforma un blocco finanziario in un flusso di risorse attivo per il governo di Kiev.
Il ruolo dei depositari centrali
L'operazione è resa possibile dalla struttura finanziaria europea, che fa capo a depositari centrali come Euroclear, i quali detengono fisicamente i titoli russi e generano profitti sulla loro gestione. Questi profitti, che sarebbero normalmente incassati dalla Russia, vengono ora incamerati dall'UE e destinati all'Ucraina.
La scelta di utilizzare gli interessi piuttosto che il capitale principale è una strategia che, almeno per ora, evita di toccare la proprietà dei fondi, rimasti formalmente di Mosca, ma consente di utilizzare la loro redditività per finanziare la ricostruzione e lo sforzo bellico ucraino. Con questa quinta tranche, l'UE conferma il suo ruolo di primo piano nel sostegno finanziario a Kiev, aggirando le difficoltà politiche relative al sequestro diretto del capitale e sfruttando le rendite finanziarie prodotte dal denaro bloccato.
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