Raid israeliano a Gaza: possibile morte di un comandante della Jihad islamica

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un raid israeliano ha colpito una scuola a Gaza City, causando la morte di 93 persone, tra cui 11 bambini e sei donne. Secondo le forze armate israeliane (Idf), c'è una "alta probabilità" che il comandante senior della Jihad islamica, Ashraf Juda, si trovasse nella scuola di Tabin al momento dell'attacco. Tuttavia, non è ancora chiaro se Juda sia stato effettivamente ucciso.

Versioni contrastanti sull'attacco

Le versioni sull'attacco sono contrastanti. Hamas sostiene che nella scuola colpita non vi fossero combattenti armati, ma solo civili intenti a pregare. Tra le vittime, secondo Hamas, ci sarebbero bambini, dipendenti pubblici, professori universitari e membri del clero. Israele, invece, afferma che la scuola ospitava un covo di terroristi e che l'attacco ha ucciso una ventina di combattenti.

Reazioni internazionali

L'Alto rappresentante dell'Unione Europea, Josep Borrell, si è detto "inorridito dalle immagini" dell'attacco. I servizi di soccorso hanno riferito che molte delle vittime sono state rese irriconoscibili dalle esplosioni e dall'incendio che ne è seguito. Fadel Naim, direttore dell'ospedale Ahly di Gaza City, ha dichiarato che solo 70 corpi sono stati identificati finora, mentre delle altre vittime sono stati recuperati solo frammenti.

Situazione critica a Gaza

La situazione a Gaza rimane critica, con i soccorritori della Protezione civile e della Mezzaluna rossa che continuano a portare i feriti dalla scuola Al Tabin nel quartiere di Daraj. Decine di volontari stanno aiutando nelle operazioni di soccorso, mentre le tensioni tra Israele e Hamas continuano a crescere.

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