Attentato in filippine: il dialogo continua nonostante lo shock
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Redazione Esteri
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Nonostante il dolore e lo shock per un attacco mortale, il cammino del dialogo e della costruzione della pacifica convivenza nelle Filippine meridionali non si ferma. L'attentato dinamitardo che ha ucciso quattro studenti cattolici durante la celebrazione dell'Eucarestia domenicale nella palestra della Mindanao State University, ha lasciato una scia di paura tra la gente, soprattutto nella comunità cattolica.
Il Daesh ha rivendicato la strage a Messa, riaccendendo l'incubo per i cristiani. L'esplosione è avvenuta alle 7.30 di domenica durante la Messa nella palestra di un campus universitario della città di Marawi, sulla grande isola meridionale filippina di Mindanao. L'esplosione ha causato la morte di almeno quattro persone e ha lasciato oltre 40 feriti.
Secondo i Vescovi filippini, l'attacco era intenzionalmente collegato alla prima domenica di Avvento. Padre Sebastiano D’Ambra, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), ha espresso il suo sgomento per questo attacco terroristico e ha condiviso alcuni dettagli. Nonostante l'attacco, il dialogo e la costruzione della pacifica convivenza nelle Filippine meridionali continuano.




