Thuram ritrova il gol e stregato da Palestra: il francese lancia il sogno di mercato dell’Inter
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Redazione Sport
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La notte di San Siro, quella che ha consegnato all’Inter una vittoria netta contro il Cagliari per 3-0, non è stata soltanto la notte del ritorno alla luce di Marcus Thuram – autore dell’ennesima rete dopo la doppietta rifilata al Como – ma anche il palcoscenico di una dichiarazione d’intenti a luci spente, quasi sussurrata, destinata però a fare rumore nel prossimo calciomercato. Il francese, raggiante al triplice fischio, ha infatti speso parole al miele per l’esterno avversario Marco Palestra, classe 2005 di proprietà dell’Atalanta ma in prestito ai sardi, scatenando inevitabili letture incrociate sul futuro dell’uno e dell’altro.
La rinascita di Thuram e la “chiamata” a Palestra
Marcus Thuram, apparso a tratti spento nei primi mesi del 2026 al punto da essere etichettato come uno dei giocatori più deludenti del campionato, sembra aver improvvisamente ritrovato la scintilla nel momento più caldo della corsa scudetto. Senza Lautaro Martinez, out per infortunio, il figlio dell’arte si è preso il peso dell’attacco nerazzurro rispondendo sul campo a chi ne metteva in dubbio la continuità. “Rispetto alle ultime gare non è cambiato nulla – ha spiegato a chi gli chiedeva conto del cambiamento – semplicemente è un momento bellissimo per me e per il club”. Una frase, questa, che chiude la porta a facili psicologie per aprirne un’altra, molto più concreta, sulla rincorsa al Titolo “Sullo scudetto non dico nulla, dobbiamo aspettare la matematica”. A margine della prestazione, però, a rubare la scena è stato un gesto che andava oltre la domenica di campionato. Nel momento del cambio, Thuram si è avvicinato a Marco Palestra – il quale, nonostante il pesante 0-3 incassato dalla sua squadra, aveva letteralmente fatto ammattire Federico Dimarco per larghi tratti del primo tempo – e gli ha sussurrato qualcosa all’orecchio. La confessione del numero 9 interista non si è fatta attendere nel post-partita: “Gli ho detto di continuare così, perché è un giocatore forte”. Un giudizio lapidario che, però, suona come un endorsement pesante, quasi una convocazione informale per la prossima stagione.
Il talento di Palestra, la mossa di Chivu e i conti dell’Atalanta
Prima a destra, il suo ruolo naturale; poi a sinistra, da adattato. Marco Palestra ha superato l’esame San Siro a pieni voti, dimostrando che i 186 centimetri d’altezza non sono un limite quando si possiedono accelerazione, falcata e quella rara capacità di danzare nello stretto che manda in crisi difensori del calibro di Dumfries e dello stesso Dimarco. Per l’esterno, obiettivo dichiarato dei nerazzurri già da diverse settimane, la vetrina milanese è stata un’audizione che ha convinto tutti. E se le parole di Thuram rappresentano il “pubblico gradimento”, il comportamento di Cristian Chivu ha fornito la conferma tecnica più autorevole: a fine gara, infatti, anche l’allenatore romeno si è avvicinato al giovane per complimentarsi, con i lettori di labiali che hanno colto un eloquente “grazie”. Tuttavia, per trasformare il sogno in realtà, l’Inter dovrà bussare a una porta particolarmente cara, quella dell’Atalanta. Il cartellino del giocatore appartiene infatti alla Dea, che lo aveva girato a Cagliari per fargli accumulare minuti ed esperienza. Ad oggi, con 32 presenze e un rendimento che lo consacra come rivelazione della Serie A, il prezzo del classe 2005 sarebbe già lievitato ben oltre i 30 milioni. Secondo alcune ricostruzioni, la richiesta di Bergamo si aggirerebbe tra i 40 e i 45 milioni di euro, una cifra che per un club italiano rappresenta una barriera quasi insormontabile e che rischierebbe di spingere il giocatore verso destinazioni estere, in primis la Premier League. Per l’Inter, che valuta l’eventuale partenza di Denzel Dumfries (la cui clausola da 25 milioni si attiva ogni luglio), il profilo di Palestra resta comunque in cima alla lista della spesa.
Il peso della plusvalenza e le gerarchie in attacco
Se l’affare Palestra è avvolto nella nebbia dei conti di mercato, la rinascita di Thuram riapre anche un altro capitolo delicato in casa nerazzurra: il futuro del francese. Arrivato a parametro zero nel 2023, l’attuale numero 9 rappresenta una delle plusvalenze potenziali più grasse d’Europa in caso di cessione. Un ragionamento, questo di natura puramente finanziaria, che era stato sollevato a caldo da Andrea Stramaccioni nei commenti post-partita. L’ex tecnico, analizzando il rendimento del suo omonimo, lo ha inserito senza mezzi termini tra i 5 attaccanti più forti del campionato, aggiungendo però una riflessione spietata: l’unico motivo per privarsi di un giocatore così forte è legato al bilancio, vista la possibilità di realizzare una “plusvalenza clamorosa” se arrivasse un’offerta irrinunciabile. Va detto che nelle ultime uscite la crescita esponenziale di Pio Esposito – così come le buone prove di Ange-Yoan Bonny – hanno garantito a Chivu una rotazione in attacco che inizio anno non era scontata. La concorrenza interna ha ridato sprint a Thuram, ma ha anche offerto alla dirigenza nerazzurra una copertura in più, qualora l’estate dovesse portare un’offerta importante dalle solite ricche squadre inglesi. Al momento, però, a parlare sono solo i fatti: il francese segna, trascina e, quasi fosse un direttore sportivo in campo, invita i talenti avversari a seguirlo.




