Caprai cede la maggioranza ad Angelini Wines, ma Marco resta alla guida con il 35%
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Redazione Economia
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La cantina umbra Arnaldo Caprai, che molti ricordano come l’artefice della rinascita del Sagrantino di Montefalco sulla scena enologica mondiale, ha aperto le sue porte a un nuovo socio di peso. Angelini Wines & Estates, gruppo multinazionale già affermato nel settore dei vini premium, ne ha acquisito il 65%, diventando di fatto l’azionista di riferimento. L’operazione, annunciata con una nota ufficiale, non stravolge però l’assetto manageriale: Marco Caprai, presidente della società fondata nel lontano 1971, rimarrà alla guida operativa e conserverà una quota rilevante del 35%. Una scelta, quest’ultima, che racconta di una transizione pensata più come alleanza strategica che come classica cessione.
L’ingresso di un socio “forte” per il salto internazionale
Angelini Wines & Estates, che già controlla altre realtà vitivinicole italiane di fascia alta, mette così a segno un’operazione mirata a consolidare il proprio posizionamento nel lusso. L’obiettivo dichiarato, si legge nella nota diffusa dalle parti, è rafforzare la presenza globale del marchio umbro, sfruttando la capillarità distributiva e le sinergie commerciali del nuovo azionista. Marco Caprai, che ha guidato l’azienda per decenni trasformandola in un riferimento assoluto per il Sagrantino, ha definito il passaggio come una mossa necessaria per competere su scala globale. Nessuna rivoluzione, dunque, ma un’iniezione di capitali e competenze: la cantina, fondata da suo padre Arnaldo, potrà contare su una struttura più solida senza però rinunciare alla propria identità territoriale.
La consulenza d’élite dietro l’accordo
L’intesa, che ha richiesto mesi di trattative riservate, è stata seguita da professionisti di primo piano. Paolo Pietrostefani, attraverso la sua rate, ha affiancato le parti insieme ad Alberto Calvi Coenzo di Avvokatidiimpresa e ad Alberto Bezzetto di CDR Advisory. Un dettaglio, questo, che restituisce la complessità giuridica e finanziaria dell’operazione: non un semplice passaggio di proprietà, ma una ristrutturazione azionaria pensata per preservare la continuità gestionale. Marco Caprai manterrà infatti la carica di presidente e amministratore delegato, garantendo che la linea produttiva – dal vigneto alla bottiglia – resti ancorata alla filosofia che ha reso celebre il Sagrantino di Montefalco.
Un portfolio che si arricchisce, senza strappi
Per Angelini Wines & Estates, l’acquisizione rappresenta un tassello fondamentale nel proprio mosaico di etichette d’autore. L’ingresso di Arnaldo Caprai nel portfolio, hanno spiegato fonti vicine al gruppo, consente di coprire un segmento finora meno presidiato, quello dei rossi strutturati a denominazione controllata. Il Sagrantino, vitigno storico dell’Umbria centrale, diventa così il nuovo cavallo di battaglia di una costellazione che già vanta presenze in altre regioni. Non si parla di fusioni traumatiche né di esuberi: la cantina di Montefalco continuerà a operare con il proprio marchio, il proprio personale e la propria anima. Marco Caprai, che nel 1971 vide il padre gettare le fondamenta di questa avventura, ha scelto di condividere il timone pur tenendo salda la mano sul governo. Il 35% residuo, in quest’ottica, non è una semplice partecipazione di minoranza, ma un presidio culturale e strategico.




