Virus creati con l’Intelligenza Artificiale: l’IA progetta nuovi genomi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   I virus creati con l’Intelligenza Artificiale sono il risultato di una ricerca in cui un modello di IA è stato utilizzato per progettare nuovi genomi virali, alcuni dei quali sono poi stati sintetizzati e testati in laboratorio. Un gruppo di ricercatori della Stanford University e dell’Arc Institute ha impiegato sistemi di intelligenza artificiale per generare sequenze genetiche originali, arrivando a produrre circa 300 genomi virali progettati artificialmente. Gli esperimenti hanno mostrato che alcune di queste sequenze erano funzionanti, aprendo una nuova fase nello studio della biologia sintetica.

Il DNA dei virus progettato per la prima volta dall’intelligenza artificiale

Per la prima volta un sistema di intelligenza artificiale ha progettato il DNA di virus completamente nuovi, mai comparsi in natura. La ricerca condotta dagli scienziati di Stanford rappresenta un passaggio importante perché l’IA non è stata utilizzata soltanto per analizzare informazioni biologiche già esistenti, ma per generare direttamente nuove sequenze genetiche. I ricercatori hanno creato centinaia di genomi originali attraverso modelli di intelligenza artificiale e hanno selezionato alcune sequenze da sintetizzare in laboratorio per verificarne il comportamento.

Il lavoro si inserisce nel campo della biologia sintetica e riguarda in particolare la progettazione di batteriofagi, virus capaci di infettare batteri. Lo studio intitolato “Generative design of bacteriophages with genome language models” è stato pubblicato su Science e descrive una prova sperimentale della possibilità di generare interi genomi fagici tramite modelli di intelligenza artificiale. Tra i risultati ottenuti, sedici genomi virali progettati dall’IA hanno prodotto batteriofagi vitali, in grado di replicarsi in ceppi di Escherichia coli e provocarne la lisi.

La ricerca sui batteriofagi generati dall’IA e i risultati in laboratorio

Gli esperimenti hanno coinvolto la sintesi di circa 300 genomi virali progettati con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e la successiva valutazione delle sequenze ottenute. Il gruppo di ricerca formato da Samuel H. King, Claudia L. Driscoll, David B. Li, Brian L. Hie e dagli altri scienziati di Stanford University e Arc Institute ha verificato quali dei genomi generati fossero in grado di dare origine a virus funzionanti. Il risultato più significativo è stato osservato nei batteriofagi, dove sedici progetti genetici prodotti dall’IA hanno portato alla formazione di virus vitali.

I batteriofagi ottenuti hanno mostrato la capacità di replicarsi all’interno di specifici ceppi di Escherichia coli e di causarne la lisi. Questo elemento rende la ricerca particolarmente rilevante nello studio delle possibili applicazioni dei virus contro i batteri, soprattutto nel contesto della ricerca sulla resistenza batterica. Il lavoro dimostra inoltre che i modelli di intelligenza artificiale possono essere impiegati per costruire sequenze biologiche nuove e non soltanto per interpretare dati già disponibili.

Nuove prospettive per la medicina e interrogativi sulla sicurezza

La creazione di virus mai esistiti in natura attraverso l’intelligenza artificiale apre nuove prospettive per la ricerca scientifica e per lo studio di strumenti contro i batteri. La possibilità di progettare genomi virali potrebbe avere un ruolo nello sviluppo di nuove strategie legate alla lotta contro la resistenza batterica, un ambito in cui i ricercatori stanno cercando nuove soluzioni. La scoperta segna quindi un punto di svolta perché porta l’IA direttamente nella progettazione di materiale genetico.

Allo stesso tempo, il risultato ha sollevato interrogativi nella comunità scientifica per le implicazioni legate alla capacità di creare organismi virali progettati artificialmente. La ricerca mostra infatti una tecnologia in grado di generare virus nuovi attraverso modelli di intelligenza artificiale, con possibilità di utilizzo nella scienza ma anche con aspetti che richiedono attenzione. Lo studio pubblicato su Science evidenzia così sia il potenziale della progettazione genetica assistita dall’IA sia le nuove questioni aperte dalla nascita di questa capacità tecnologica.

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