Baresi, una lezione di coraggio anche sotto la pioggia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Milanello, esterno giorno, piove. Siamo nel 1996-97, stagione grama, iniziata con Tabarez e che segnerà l’addio di Franco Baresi dopo vent’anni in rossonero. A fine allenamento, durante una partitella di fine stagione, la palla sta uscendo: il Capitano, con uno scatto improvviso e una scivolata al limite del possibile, la tiene in gioco. Che senso aveva quello sforzo, inutile eppure perfetto, sotto la pioggia, a fine carriera? Era la cosa più utile che potesse fare per la sua squadra.

Oggi, quel gesto torna in mente con un’altra prova di forza. Baresi, leggendario capitano del Milan e della Nazionale, è stato operato per l’asportazione di un nodulo polmonare. La notizia, diffusa nei giorni scorsi, ha scatenato un’ondata di affetto da parte di chi, dentro e fuori dal calcio, lo conosce per quella tempra che non ha mai ceduto. Adriano Galliani, storico dirigente rossonero, non ha dubbi: "Fisicamente e moralmente è fortissimo e supererà anche questa. Il nostro capitano è straordinario".

Tra i messaggi di sostegno spicca quello di Jannik Sinner, numero uno del tennis e milanista convinto: "Forza nostro super capitano, facciamo tutti il tifo per te". Ma non è solo il presente a parlare. Frank Rijkaard, suo ex compagno, lo definisce "combattente nato", mentre Roberto Donadoni, con cui ha condiviso maglie e battaglie, aggiunge: "Ciao Franco, semplicemente da amico io voglio in qualunque modo contribuire a darti un piccolo aiuto in questo momento complicato".

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