Bus a basse emissioni, nel 2024 quasi uno su due non va più a gasolio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel 2024 la quota di autobus a basse emissioni impiegati nei Comuni capoluogo italiani ha raggiunto il 48,4% del totale delle flotte adibite al trasporto pubblico locale, segnando un incremento di 8,1 punti percentuali rispetto all'anno precedente e di 16,8 punti sul 2019. È quanto emerge dal rapporto Ambiente urbano – Anno 2024 dell'Istat, che certifica come quasi la metà dei mezzi in circolazione non sia più alimentata a gasolio, ma ricorra a trazioni elettriche, ibride oppure a combustibili come metano e Gpl.

Il processo di rinnovamento, sostenuto anche dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, si accompagna a una crescita delle infrastrutture fisse e a un quadro complessivo che resta disomogeneo sul territorio nazionale.

La composizione delle flotte e il peso delle diverse alimentazioni

All'interno della categoria a basse emissioni, le variazioni più marcate riguardano i mezzi elettrici e ibridi, aumentati del 54,9% in un solo anno. I veicoli alimentati a gas, pur registrando una progressione più contenuta pari al 9,7%, continuano a rappresentare la componente più numerosa del comparto alternativo al diesel, con una quota del 29,9% sul totale degli autobus in esercizio nei capoluoghi, a fronte del 18,4% riconducibile alle trazioni elettriche e ibride.

L'insieme dei mezzi Euro 6 o a emissioni zero ha raggiunto il 61% delle flotte, con un avanzamento di 5,4 punti rispetto al 2023 e di 29,3 punti dal 2019. Restano tuttavia in circolazione quote rilevanti di veicoli più datati: il 26,5% del parco è costituito da mezzi Euro 5, mentre il 12,5% appartiene a classi precedenti, con una concentrazione di questi ultimi che sale al 22% nelle città del Mezzogiorno. Nel complesso, gli autobus utilizzati per il servizio pubblico sono aumentati del 2,8% nell'arco dell'anno.

Il divario territoriale tra Nord-est, Nord-ovest e Mezzogiorno

La diffusione dei mezzi a basse emissioni presenta differenze significative su base geografica. La quota complessiva raggiunge il 63,8% nei capoluoghi del Nord-est, mentre scende al 42,5% nel Nord-ovest e al 39,5% nel Mezzogiorno. Nei capoluoghi metropolitani il valore aggregato si attesta al 47,5%, prossimo alla media nazionale, ma con una variabilità interna molto ampia: la percentuale di autobus a basse emissioni supera il 75% a Bologna e Bari e il 50% a Venezia, Roma e Catania.

All'estremo opposto, con valori nettamente inferiori alla media, si collocano Genova, Firenze e Reggio di Calabria.

L'espansione delle reti su ferro e filobus

Il rinnovamento delle flotte su gomma si inserisce in un quadro di rafforzamento delle infrastrutture a impianti fissi, oggetto dell'investimento del Pnrr per lo sviluppo del trasporto rapido di massa. Nel 2024 l'estensione delle reti metropolitane in esercizio ha raggiunto 212,3 chilometri, con una crescita del 7,3% rispetto all'anno precedente, mentre le linee di filobus sono salite a 305,3 chilometri, in aumento del 4,2%. La rete tranviaria è rimasta sostanzialmente invariata, attestandosi a 360,8 chilometri con una flessione dello 0,5%.

Nei capoluoghi metropolitani, dove si concentra l'85% di queste infrastrutture, si contano in media 22,8 chilometri di tramvie per 100 chilometri quadrati di superficie urbanizzata, con punte di 105,5 a Milano e 64,6 a Torino, 13,6 chilometri di filovie per 100 chilometri quadrati, con valori di 94,5 a Cagliari e 90,4 a Bologna, e 13,2 chilometri di metropolitana per 100 chilometri quadrati, con 58,5 a Milano e 23 a Napoli.

La rete ciclabile e la domanda di trasporto pubblico

Sul fronte della mobilità dolce, la rete delle piste ciclabili nei Comuni capoluogo ha superato i 6mila chilometri, con un incremento del 5,6% rispetto al 2023 e del 28,8% dal 2019. La densità media è di 31,3 chilometri per 100 chilometri quadrati di superficie territoriale, valore che sale a 48,3 nei capoluoghi metropolitani. Il tasso di crescita più elevato si registra nelle città del Mezzogiorno, con un +10,1%, ma l'infrastruttura ciclabile rimane fortemente concentrata nel Nord, dove si contano 74 chilometri per 100 chilometri quadrati contro i 19,4 del Centro e i 7,7 del Mezzogiorno.

I servizi di autobus rappresentano in media il 56,9% dell'offerta di trasporto pubblico locale nei capoluoghi, quota che supera il 90% in quattro città su cinque. La dinamica della domanda resta tuttavia debole e il divario tra le diverse aree del Paese rimane ampio.

Il confronto quinquennale e il caso di Roma

Il rapporto consente un confronto diretto su un arco temporale di cinque anni, dal quale emerge il caso della capitale. Secondo l'assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, nel 2019 gli autobus a basse emissioni del trasporto pubblico romano costituivano il 21,4% del totale, tra le quote più basse registrate nei grandi Comuni italiani, mentre nel 2024 quella quota ha superato il 50%, collocandosi sopra la media dei capoluoghi metropolitani, ferma al 47,5%. Sul fronte dell'offerta, Roma era terza in Italia nel 2019 con 6.883 posti-km per abitante, dietro Venezia e Milano, e nel 2024 è salita a 7.293 posti-km per abitante, con una crescita del 5,9%, confermandosi al terzo posto.

Patanè ha collegato questi indicatori al percorso di investimento avviato su più fronti, citando i 121 nuovi tram CAF Urbos e i treni Hitachi in consegna, il rinnovo della flotta bus, gli interventi sulla rete metropolitana e tranviaria, le nuove linee tram in via di realizzazione, l'operazione idrogeno per il deposito di Acilia e il servizio a chiamata, precisando che la quota pro capite del Fondo nazionale trasporti destinata alla capitale è pari a un terzo rispetto ad altre grandi realtà italiane.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.