Fungaioli dispersi, allarme in Toscana: dieci casi in una settimana
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Redazione Interno
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La ricerca dei funghi, attività che coniuga la passione per la natura con la tradizione culinaria, ha assunto nelle ultime settimane, specialmente in Toscana, i contorni di una vera e propria emergenza. In provincia di Pistoia, infatti, si contano almeno dieci interventi di soccorso in soli sette giorni per ritrovare cercatori smarriti, l’ultimo dei quali venerdì 12 settembre, a testimonianza di un fenomeno che sta impegnando in modo significativo le forze di soccorso. La causa principale di questo picco di smarrimenti è da ricercarsi in un’annata particolarmente favorevole per la crescita dei porcini, la cui “buttata” – come viene tecnicamente definita la nascita abbondante – è stata definita eccezionale, spingendo molti a inoltrarsi con imprudenza in territori impervi e poco familiari.
La psicosi collettiva per la raccolta, alimentata da racconti di ritrovamenti facili e copiosi – al punto che, come si dice in Val Trebbia, «adesso li trovi anche se vai in giro bendato» –, ha attratto nei boschi non solo i raccoglitori più esperti, ma anche numerosi neofiti. Quest’ultimi, privi dell’adeguata conoscenza dei luoghi e delle necessarie precauzioni, finiscono per perdere l’orientamento nel folto della vegetazione, trasformando quella che doveva essere una salutare passeggiata autunnale in una situazione di pericolo che richiede l’intervento dei vigili del fuoco.
Proprio per scongiurare il ripetersi di questi episodi, le autorità hanno diffuso un vademecum essenziale per la sicurezza. La prima e più importante regola è evitare di avventurarsi da soli; è sempre preferibile muoversi in coppia o, qualora non fosse possibile, avvisare in modo dettagliato un familiare o un amico della meta prescelta e dell’orario stimato per il rientro. Altro elemento imprescindibile è dotarsi di un mezzo di comunicazione affidabile: è fondamentale portare con sé un telefono cellulare completamente carico, affiancandolo magari a una powerbank, e considerare l’utilizzo di un dispositivo Gps dedicato, pur nella consapevolezza che il segnale, specialmente in montagna, può venire meno.
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